Italia

TDT: Italia pronta a spostare lo switch-off al 2008? Intanto Soru cancella i fondi regionali per finanziare la nuova tecnologia

Slitta al 2008 lo switch-off del segnale analogico per passare definitivamente alla Tv digitale terrestre (TDT)? Pare proprio di sì. Domani, infatti, il governo dovrebbe approvare all’interno del decreto cosiddetto “milleproroghe” anche l’articolo 28 sulla “conversione in tecnica digitale del sistema televisivo su frequenze terrestri”, che sancisce lo slittamento di due anni della data prevista per il passaggio alla TDT, inizialmente previsto al 31 dicembre 2006.

Gli italiani fossero dotati

Già da tempo si vociferava di questo rinvio dovuto alla difficoltà di fare in modo per quella data tutti gli italiani fossero dotati del decoder per il digitale terrestre.




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Questo non vuol dire che l’Italia rinuncia al digitale, tutt’altro, come possiamo ben capire dalle parole del Ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, che difende a spada tratta il digitale terrestre e, per farlo, chiama in causa i dati, quelli che attestano l'Italia “tra i Paesi di testa dell'Europa per numero di decoder, ben 3 milioni e mezzo”.

Un obiettivo europeo

“Il digitale terrestre, sul quale qualcuno fa ironia, non è affatto un'ossessione italiana, è un obiettivo europeo. Consentirà l'eGovernment". “Qualcuno fa ironia - ha detto Landolfi nel corso del suo intervento, all'Università degli Studi di Salerno, in un workshop sulla diffusione delle tecnologie ICT - Il motivo per cui il Governo ha finanziato l'acquisto dei decoder è tutto racchiuso nella specificità del digitale terrestre, l'interattività, attraverso la quale, intendiamo raggiungere l'eGovernment”. “Mi riferisco alla formazione a distanza - ha aggiunto il ministro - alla prenotazione di una visita specialistica come al pagamento di una bolletta. Tutti servizi che oggi richiedono mobilità e che domani saranno resi possibili attraverso l'interattività della Tv". Intanto continua la proposta della Sardegna, che insieme alla Val d’Aosta sarà le prima regione a realizzare lo spegnimento del segnale analogico nel luglio 2006 e diventare all digital. La Giunta regionale su proposta del presidente Renato Soru ha detto stop al finanziamento della Sardegna di 10 milioni di euro (2 per il 2005 e 8 per il 2006) per la diffusione della televisione digitale terrestre. Con questa delibera si decide rimodulare la somma per destinarla alla realizzazione del progetto MEDIR, che prevede la messa in rete delle strutture sanitarie e la costruzione del fascicolo sanitario elettronico dei cittadini.

Il co

Soru ha ricordato che l'interesse manifestato dalla Regione (con il co-finanziamento di 10 milioni di euro) al progetto di sperimentazione del digitale terrestre nell'isola, era legato non solo all'esigenza di offrire un servizio migliore ai cittadini “ma anche per favorire la nascita di imprese orientate a specializzarsi da subito nell'offerta di servizi innovativi sulla Tv digitale e per porre così le premesse per nuove opportunità di sviluppo della Regione”. Obiettivi che - a suo giudizio - appaiono oggi difficilmente raggiungibili. Da qui la decisione di una riprogrammazione delle risorse assegnate alla diffusione della Tv digitale terrestre (TDT). Il presidente della Regione ha anche ricordato che per quanto attiene all'intervento di Progettazioni Studi e Ricerca (a cui era destinato un milione nel triennio 2005-2007), il progetto potrà essere attuato con ricorso a risorse interne. La decisione assunta dalla Giunta è arrivata dopo che nelle scorse settimane lo stesso Soru aveva più volte criticato diversi aspetti del processo di sperimentazione, lamentando sia la messa in commercio di decoder obsoleti, sia ritardi e carenze sul fronte dei servizi interattivi. Con il sistema MEDIR la Regione punta a supportare l'integrazione dei servizi sanitari e sociali sul territorio, a favorire la realizzazione e la razionalizzazione delle strutture e dei presidi ospedalieri, a rendere maggiormente efficienti le cure primarie attraverso l'integrazione in rete dei medici e ad agevolare il processo di continuità dell'assistenza, anche attraverso appropriate forme associative. Nei giorni scorsi a Soru ha risposto Andrea Ambrogetti, presidente di DGTVi, l'associazione per lo sviluppo del digitale terrestre che riunisce Rai, Mediaset, La7, Dfree, FRT e Fondazione Ugo Bordoni. Il digitale terrestre, ha sottolineato Ambrogetti, resta una “opportunità di sviluppo tecnologico e crescita complessiva per le regioni Sardegna e Val d'Aosta”, che possono puntare ad “assumere la leadership tecnologica nel nostro Paese”.

La sfida del digitale terrestre

“Da quando l'intero sistema televisivo ha accettato la sfida del digitale terrestre – ha evidenziato Ambrogetti in una nota - siamo tutti consapevoli della difficoltà di intraprendere per primi in Europa un processo così complesso come quello della transizione al digitale di due intere Regioni. Siamo allo stesso tempo altrettanto consapevoli che il digitale rappresenti una grande opportunità per la stessa Sardegna e Val d'Aosta, l'opportunità di assumere la leadership tecnologica nel nostro Paese". “La risposta di massa, aldilà di ogni previsione, delle famiglie sarde o valdostane che in poco più di un mese in oltre 125.000 hanno acquisito il box digitale interattivo (raggiungendo così, considerando anche i box acquisiti precedentemente, una penetrazione di quasi il 40% delle famiglie interessate) – ha continuato Ambrogetti - ci convince che il 31 gennaio prossimo l'ambizioso obiettivo sia raggiungibile. Questi dati dimostrano di come la popolazione abbia forse compreso che il digitale costituisce per gli utenti un vantaggio e non un rischio: migliore qualità del segnale, più programmi, più servizi di pubblica utilità, avanzamento tecnologico complessivo, coinvolgimento delle imprese locali, più opportunità per la pubblica amministrazione, per gli utenti e per le aziende. Tutti elementi che devono accompagnare il processo di transizione e che sono stati in questi mesi al centro degli sforzi di ogni soggetto coinvolto per realizzare gli accordi stabiliti". "Siamo certi quindi che, nel quadro di collaborazione quotidiano sviluppato in questo periodo, tutti gli interlocutori continuino a contribuire per realizzare quella opportunità di sviluppo tecnologico e crescita complessiva – ha concluso il presidente di DGTVi - che il digitale terrestre rappresenta per le regioni Sardegna e Val d'Aosta”. Per ulteriori approfondimenti, consulta: Archivio delle news sulla Tv digitale terrestre

(01 dicembre 2005)

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