Italia

TDT: partono i lavori di ‘Italia Digitale’. A fine ottobre rapporto su stato attuale e proposte di intervento

Costruire un percorso realistico per l'approdo alla Tv digitale, da completare nella finestra temporale indicata dall'Unione Europea. E' l'esigenza sottolineata dal Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che ha presieduto la prima riunione di ‘Italia Digitale’, il Comitato costituito il 4 agosto scorso con decreto del Ministro, con il compito di governare la transizione al digitale terrestre in vista dello switch-off, cioè del passaggio definitivo alla nuova tecnologia, che dovrebbe realizzarsi entro il 2012. Si è, quindi, deciso di dare mandato al Gruppo tecnico, del cui supporto specialistico si avvale il Comitato ‘Italia Digitale’, di riunire già dalla settimana prossima i propri gruppi di lavoro suddivisi per aree di intervento. Ciascuna area trasmetterà al Comitato ‘Italia digitale’ un primo rapporto sulla situazione attuale e sulle proposte di intervento.

Le idee

A fine ottobre, ‘Italia Digitale’ si riunirà per decidere, sulla base delle risultanze del lavoro dei vari gruppi, le idee, le strategie e le linee operative per realizzare lo switch-over italiano.




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Il ruolo di 'Italia digitale' è essenziale per il passaggio alla TDT: a essa, infatti, spetta definire tempistica e modalità del passaggio, scegliere quale aree dell'Italia devono fare da “avanguardie”, che tipi di pacchetti possono essere immessi sulla nuova tecnologia per incentivarne la diffusione, visto che il Ministro punta molto sui contenuti per portare il digitale nelle case degli italiani, dopo il fallimento della politica degli Incentivi all'acquisto dei decoder.

La transizione al digitale terrestre

Il Comitato, in questione, è composto dai rappresentanti del Ministero delle Comunicazioni e di Agcom (organi istituzionali competenti per la transizione al digitale terrestre), nonché dai rappresentanti designati dall’Associazione per la televisione digitale terrestre (ADGTVi), dalla Conferenza Unificata (di cui in parte da Anci, Upi, Uncem), dalle Società titolari di emittenti Tv private nazionali, dalle Associazioni delle emittenze locali maggiormente rappresentative, dagli Operatori via cavo e su piattaforma satellitare, dagli Editori nazionali che abbiano avviato trasmissioni digitali, nonché dai rappresentanti del consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti e delle due Regioni cosiddette all digital (Sardegna e Valle d’Aosta). Nell’ambito del Comitato 'Italia Digitale' opera il “Gruppo di Coordinamento”, presieduto dal Ministro Gentiloni, composto da Stefano Mannoni (Agcom), Piero De Chiara (DGTVi), Vincenzo Nunziata (Ministero delle Comunicazioni), Fabio Belli (RAI) e Andrea Ambrogetti (RTI). Il Comitato si avvale del supporto specialistico di un apposito ‘Gruppo Tecnico’, co-presieduto da un rappresentante dell’Agcom e da un rappresentante dell’ADGTVi. Anch’esso è composto dai rappresentanti del Ministero delle Comunicazioni, dai rappresentanti degli operatori su piattaforma satellitare o cavo, dai rappresentanti degli editori nazionali che abbiano già avviato trasmissioni digitali e, infine, da un rappresentante delle associazioni delle emittenti locali non aderenti al DGTVi. Inoltre, a seconda degli argomenti trattati, alle riunioni del Gruppo tecnico partecipano i rappresentanti delle due Regioni all digital, dei consumatori, dei costruttori, dei distributori e degli installatori di impianti. Il Ministro Gentiloni prosegue così nel piano di passaggio alla Tv digitale terrestre, seguendo due obiettivi, come ha sottolineato: il primo è dato dall'esigenza di dare “grande priorità ai programmi e ai contenuti, che costituiranno un'offerta attraente, un'offerta di televisione capace di attrarre pubblico e pubblicità, senza i quali è molto difficile immaginare una penetrazione di questa televisione”. Il secondo obiettivo rimanda a quello che gli operatori del settore con voce unanime, quasi un coro, hanno definito ‘Progetto Paese’, parlando del digitale terrestre. Gentiloni ha rilevato che parlare di questo progetto significa parlare di “una traversata che tutti dobbiamo sapere che sarà più lunga di quanto era stato promesso e sapendo però al tempo stesso che ci sono tutte le condizioni per arrivare in porto. Ma tutti devono remare e nessuno deve essere lasciato indietro”.

(13 settembre 2006)

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