Italia

TV digitale: alle Regioni il compito di tutelare l’emittenza locale e l’occupazione, garantendo la pluralità d’informazione

“I Consigli regionali presenteranno, sul tema del digitale terrestre, un unico ordine del giorno a tutela dell’emittenza locale. E' una forma di pressione nei confronti del Governo per tutelare l’emittenza privata”. Esordisce così il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee Regionali Davide Boni, già più volte intervenuto sulle problematiche legate al Piano frequenze e a quello relativo alla numerazione dei canali, presentato dall’Agcom e in attesa di essere ridiscusso e chiarito ancora in queste ore, poiché da molti considerato penalizzante per l’esistenza delle piccole emittenti locali.

Le imprese televisive locali

“La singolare decisione dell’Agcom – aveva precedentemente affermato Boni – mette in serissima difficoltà le imprese televisive locali che si sono conquistate, negli ultimi tre decenni, spazi di mercato grazie all’impegno e alla professionalità di giornalisti e tecnici, assolvendo nel contempo alla completezza dell’informazione pubblica”.“Inoltre – aveva anche aggiunto in rappresentanza dei presidenti dei Consigli regionali – l’emittenza locale, in un panorama costellato dalla globalizzazione dell'informazione che tende ad un appiattimento verso modelli mutuati dall’esterno, ha sinora svolto un ruolo essenziale nell’assicurare la tutela dei valori identitari del regionalismo italiano, preservando la cultura locale”.




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Lo stesso, in attesa dell’incontro urgente previsto per oggi con il presidente Agcom Corrado Calabrò, ha ribadito alla stampa che “piú del 40% della produzione radiotelevisiva in Italia non è fatta dai canali dei grandi network, bensì da soggetti locali”. “Dobbiamo difendere questa parte di aziende sane del Paese – ha rimarcato Boni - per garantire la pluralità d’informazione e per salvaguardare le piccole e medie imprese che vi ruotano intorno”.

Un pantano

Ritornando poi sul discorso del viceministro con delega alla Comunicazione Paolo Romani, tirato in ballo per avere in qualche modo “favorito Mediaset” nella sperimentazione dell’alta definizione a piena potenza sul digitale terrestre, facilitandola, di fatto, nella gara per l’assegnazione dei cinque multiplex, Boni ha aggiunto: “Purtroppo per noi e per lui, Romani si è infilato in un pantano. Se noi aspettiamo che sia Roma a risolvere questo problema stiamo freschi. Il messaggio forte deve arrivare dalle Regioni”. E una risposta di sprone per il coordinatore della Conferenza dei presidenti delle Assemblee Regionali potrebbe essere proprio quella di un unico ordine del giorno lanciato dalle regioni a tutela della piccola emittenza.

(09 settembre 2010)

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