Italia

Televisione digitale, dalle origini al Ddl Gentiloni. Ecco com'è cambiato il mercato italiano

Riportiamo di seguito una breve sintesi dei contenuti del libro di Francesco Siliato, “Televisione digitale – dalle origini al Ddl Gentiloni”, Libreria Clup - Milano, 2007. La televisione digitale è una straordinaria occasione per innovare il sistema della comunicazione del nostro Paese. Il passaggio dal sistema analogico a quello digitale riguarda tutti i Paesi, che dovranno convertire le proprie reti televisive entro il 2012.

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L’Italia è stato il primo Paese in Europa a trasmettere in digitale, prima con Tele+, poi con l’Iptv di Fastweb, poi con Sky Italia e con la televisione digitale terrestre.




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Questo processo di innovazione ha subito un rallentamento che ci ha fatto perdere il vantaggio iniziale. Il libro ripercorre e analizza i fatti che hanno determinato le spinte e i rallentamenti all’innovazione digitale. Le politiche adottate dall’attuale Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, hanno riavviato il processo di trasformazione, con iniziative come l’istituzione del Comitato Nazionale Italia Digitale e del Comitato Banda Larga, lo switch-off nell’area di Cagliari e Val d’Aosta, la proposta del DDL 1083, le modalità di passaggio al digitale.

I singoli articoli del disegno

Il libro prende in esame i singoli articoli del disegno di legge Gentiloni, prefigurando i possibili scenari conseguenti alla sua attuazione. La mancata calendarizzazione del DDL in questi ultimi mesi del 2007, ripropone un antico vizio del nostro Paese, quello di bloccare i processi innovativi, soprattutto nel comparto televisivo. Già nel 1975 fu frenato il forte impulso che ci avrebbe portato a detenere la leadership europea nella televisione via cavo. In quell’occasione centinaia di liberi imprenditori locali furono fermati in nome del monopolio delle Telecomunicazioni e l’Italia perse una grande occasione di sviluppo. La tesi del libro è che quell’errore non vada ripetuto. Frenare l’innovazione digitale avrebbe contraccolpi negativi non solo sulla diffusione delle tecnologie televisive ma sull’intero sistema delle comunicazioni. Un sistema più aperto consentirebbe l’ampliamento del mercato del lavoro, l’aumento del numero delle imprese operanti nel comparto. Il libro prende in esame gli sviluppi della televisione digitale nei principali Paesi europei, con particolare attenzione all’affermarsi del modello inglese. Affronta anche gli aspetti normativi che la Comunità europea sta approntando, con la nuova direttiva “Televisione senza frontiere”, per guidare il passaggio al digitale. Si affronta poi la questione delle critiche che la Comunità europea ha avanzato nei confronti della legge Gasparri, che hanno portato alla messa in mora e alla condanna del nostro paese per non aver aperto il mercato digitale a soggetti imprenditoriali diversi da quelli già operanti nella televisione analogica. In appendice il discorso con cui il Presidente Carlo Azeglio Ciampi sollecita le Camere ad intervenire a favore di un maggiore pluralismo, politico ed industriale, nel sistema televisivo italiano.

(10 ottobre 2007)

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