Italia
Tv digitale: ecco come è cambiato il settore dei media in Italia. Analisi sulle novità introdotte e sul mercato della Pay Tv
“C’è stata una decisione e io ne ho preso atto”. Così esordisce il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani ai giornalisti che in questi giorni gli stanno chiedendo, facendosi portavoce tanto degli addetti ai lavori quanto dell’opinione pubblica, un commento sulle disposizioni approvate dalla stessa Commissione Europea circa il via libera a Sky di partecipare, in anticipo rispetto ai tempi fissati in precedenza, alla gara per l’aggiudicazione delle frequenze del digitale terrestre e su quei voti contrari che non hanno fatto registrare l’unanimità della delibera.
Cambiano dunque, le disposizioni e si trasforma quel quadro normativo che non si dimostra più così rigido come nel passato. L’evoluzione dell’intero settore si fa sentire e questo si evidenzia anche nell’ultima relazione dell’Agcom che proprio sul fronte televisivo ha evidenziato una profonda trasformazione derivante, soprattutto, dalle miriadi di novità introdotte e che riguardano, nello specifico, proprio il passaggio alla tecnologia digitale.
Il settore pubblicitario
Trasformazioni, che si aprono a nuove prospettive anche per quanto riguarda il settore pubblicitario, in calo nel 2009. Rispetto al trend negativo delle risorse pubblicitarie che ha caratterizzato l’intero il settore dei media, infatti, il mezzo televisivo avverte gli effetti della crisi economica, registrando una diminuzione più contenuta dei ricavi da raccolta pubblicitaria e, soprattutto, un incremento della componente a pagamento. “A tal riguardo – ha scritto l’Agcom - la televisione in chiaro continua a rappresentare la maggiore fonte di ricavi del settore, caratterizzandosi per percentuali di audience maggiormente elevate. La televisione a pagamento registra invece un incremento dei propri ricavi, mostrando consistenti prospettive di crescita. Il sistema televisivo, inoltre, è caratterizzato dal progressivo sviluppo di nuove piattaforme di accesso. Da un lato, si assiste ad un graduale e definitivo arretramento della trasmissione analogica in favore delle piattaforme digitali. Dall’altro, ad uno sviluppo competitivo di queste ultime con l’affermazione del digitale terrestre, il consolidamento del satellite e la crescita, seppur ancora limitata, della trasmissione del segnale televisivo attraverso reti di telecomunicazione fisse e mobili”.



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Un mercato che cambia, dicevamo, e che allo stato attuale risulta sostanzialmente diviso tra le tre colonne Rai, Mediaset e Sky. Per loro, la crisi c’è stata ma in modo contenuto e i ricavi non hanno subito forti cali. Prendendo sempre in esame l’anno 2009, le entrate rispetto alla stagione precedente sono aumentate del +1.7% con una riduzione della forbice tra gli introiti da pay tv, in crescita, e quelli da pubblicità.
I ricavi complessivi del settore
Tradotti in euro, i ricavi complessivi del settore tv nel 2009, sono stati pari a 8.594 milioni di euro. Di questi, 3.541 milioni provengono dalla pubblicità che si attesta ad un -9.3%, 2.875 milioni dalla pay tv (+7.4%), 1.630 milioni dal canone (+1.7%) e 548 milioni da altri operatori (+104.9%). In particolare, nell’anno preso in esame dall’Agcom, i ricavi Rai sono stati pari a 2.728 milioni rispetto ai 2.716 milioni dell’anno precedente; quelli di Sky 2.711 milioni contro i precedenti 2.641, e quelli di Mediaset, al netto di una quota delle partecipate, di 2.506 milioni rispetti ai 2.531 del 2008.
Per quanto riguarda la Tv a pagamento, settore che oggi vale 2,9 miliardi di euro, sui 2.875 milioni del totale ricavi da pay tv, la piattaforma leader si conferma il satellite con 2.466 milioni (+3.8% rispetto al 2008), seguita a netta distanza dal digitale terrestre con 323 milioni (ma con un +53.4%). I ricavi da reti Tlc si fermano a quota 86 milioni (in calo del 3.8%).
“A fronte di una riduzione generalizzata della raccolta pubblicitaria – si legge in una nota diramata dall’Agcom- il gruppo Mediaset rafforza l'offerta nei servizi a pagamento sul Dtt registrando, sempre nel 2009, ricavi superiori ai 300 milioni con un aumento del 54.8%. Analogamente il fatturato della vendita di contenuti ad altri broadcaster e agli operatori Tlc è cresciuto del 28.7%”. Al 30 giugno 2010 le tessere attive Mediaset Premium erano 4,4 milioni.
Per quanto riguarda Sky che a marzo del 2010 risulta avere 4,7 milioni di abbonati, nel 2009 ha realizzato 2,7 miliardi di euro complessivi, registrando la crescita più significativa del settore (+2.7%). In calo i ricavi da vendita di contenuti ad altri broadcaster e agli operatori Tlc (-24.9%), riduzione più che compensata però, dalla crescita dei proventi da offerte pay (+3.8%).
(22 luglio 2010)
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