Italia
Tv digitale: l’Italia recupera terreno sugli altri Paesi Ue e chiude il 2010 con una diffusione superiore al 90%
Il 2010 è stato un anno di forte accelerazione per la TV digitale. E’ quanto rileva e-Media Institute che pubblica le nuove mappe sui mercati della TV digitale e della Pay-TV nei cinque principali Paesi europei.
A fine anno, infatti, tutti e quattro i grandi Paesi a prevalente ricezione terrestre (Francia, Italia, Regno Unito e Spagna) avevano superato la soglia del 90% di diffusione (dati riferiti al primo televisore). La Spagna, che ha completato il passaggio alla TDT lo scorso aprile, guida la classifica per penetrazione della TV digitale a fine dicembre 2010 (99,1% del totale delle famiglie televisive).
Il Regno Unito 97,3%
Seguono nell’ordine il Regno Unito (97,3%) e la Francia (94,5%). Grazie alla robusta accelerazione impressa dagli switch-off delle regioni settentrionali, l’Italia recupera terreno rispetto agli altri grandi Paesi e in un solo anno vede la penetrazione della TV digitale crescere dal 71,8% al 90,2%. La Germania, per l’elevata diffusione della TV via cavo analogica, resta invece indietro con un 65% di famiglie digitalizzate a fine 2010.



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Complessivamente, nei cinque Paesi, le famiglie con almeno un accesso alla TV digitale multicanale sono circa 116 milioni (oltre l’86% del totale), mentre restano solo 18 milioni quelle che ricevono la sola televisione analogica.
Il 2010 con un totale di 52
La Pay-TV chiude il 2010 con un totale di 52,7 milioni di famiglie abbonate / utenti nei 5-UE, con una crescita annuale del 10% circa. Il satellite, con 21 milioni di abbonati, si conferma la prima piattaforma di accesso, seguita dal cavo. Conquistano spazio le offerte di Pay-TV "a basso costo": del totale famiglie Pay-TV nei 5-UE, il 45% circa paga meno di 20 euro al mese in abbonamento.
Ora i broadcaster, non senza difficoltà, fronteggiano l’avvio del secondo ciclo di digitalizzazione della TV: l’integrazione con le offerte Internet-Broadband. Con grande incertezza e alla ricerca del giusto business model, si trovano a competere con nuovi attori dell’Audiovisivo di Rete.
(22 marzo 2011)
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