Italia

Il mercato Tv travolto dalla rivoluzione tecnologica. Mediaset raccoglie la sfida, pronta a trasformarsi in una media company a tutto tondo

Parla del futuro della televisione nelle diverse applicazioni, IPTV, TDT, e Tv mobile, Pier Silvio Berlusconi in occasione della presentazione dei palinsesti autunnali delle reti Mediaset. Il sistema televisivo italiano è “travolto” dalla rivoluzione tecnologica, ha sottolineato, aggiungendo “Il nostro primo concorrente non sono più le reti Rai, ma le nuove piattaforme tecnologiche che si stanno affermando sul mercato. E non solo la Tv satellitare, quella su Internet o il digitale terrestre, ma anche le nuove tecnologie che stanno emergendo con forza come l'IPTV, la Tv su cavo telefonico e il DVBH, la tv sul telefonino. Piattaforme - ha sottolineato Pier Silvio Berlusconi - che sempre di più si nutrono di contenuti televisivi”.

Una rete per la televisione

Berlusconi ha ricordato, “Siamo usciti dalla Tv: abbiamo costruito una rete per la televisione via telefonini (DVB-H), abbiamo già contratti con i principali operatori” e intanto, ha anticipato, “stiamo lavorando con intensità ad alcuni progetti per nuove formule di offerta, in particolare per la IPTV”, la televisione via Internet.




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“Guardando al futuro – ha commentato Pier Silvio Berlusconi - non temiamo la concorrenza o l'Innovazione. Abbiamo cavalcato il cambiamento, investendo e rischiando. Lo abbiamo fatto sempre nello scrupoloso rispetto delle leggi. Mi riferisco in particolare al digitale terrestre, un'area che non è stata una nostra scelta, ma in cui ci siamo adeguati alla legge”, ha proseguito ricordando che il gruppo, negli ultimi 2 anni, ha investito nel digitale 1.600 milioni di euro.

I prodotti delle 3 aree di punta

Altri 800, diritti del calcio esclusi, sono stati investiti nel 2006 per i prodotti delle 3 aree di punta del gruppo Mediaset: l'informazione, la fiction e l'intrattenimento. Aree che restano al centro del rinnovato palinsesto del gruppo per il prossimo autunno, che vedrà Italia 1sempre più rete di riferimento per la programmazione sportiva, Rete4 coniugare cinema, serial, intrattenimento e informazione e Canale 5, l'ammiraglia del gruppo, presentare, tra l'altro, nuove serie di fiction made in Italy. “Per questo non ha più senso affermare che in Italia c’è un duopolio” televisivo, ha evidenziato. Il vicepresidente del gruppo parla anche di una “sfida davvero complicata” con cui si confronta oggi il settore e definisce “miope guardare solo al confronto Rai-Mediaset” e invita a “considerare il nuovo scenario alla luce dello sviluppo di nuove piattaforme”. “In televisione è cambiato veramente tutto: le tecnologie hanno portato a una vera e propria rivoluzione del settore, con il risultato che ci sarà sempre più concorrenza, al di là di questa o quella legge. La Tv non può aspettare i tempi della politica: i Governi cambiano, ma la Tv continua a evolversi", ha dichiarato Berlusconi spiegando che “Mediaset sta subendo una vera e propria trasformazione: ci stiamo trasformando in una vera e propria media company”. Il vicepresidente si sofferma anche sulla decisione di Mediaset di sospendere momentaneamente gli highlights per la Serie A.

La sentenza e la formazione delle squadre

In attesa di conoscere la sentenza e la formazione delle squadre, è “una doverosa tutela”, ha precisato il vicepresidente di Mediaset, che qualche giorno fa aveva inviato una lettera all'attenzione della Lega Calcio, affermando di non voler pagare la prima tranche dell'accordo dopo lo scandalo detto “calciopoli”. “Naturalmente - ha sottolineato - continuiamo a credere nel calcio e l'audience dei mondiali dimostra che continua ad avere un grandissimo seguito, e il nostro impegno per la finale dei Mondiali sta a dimostrarlo”. Per quanto riguarda invece Mediaset Premium, Pier Silvio Berlusconi ha confermato che Mediaset “andrà avanti con la sua offerta. Le tessere nuove - ha rivelato - hanno superato la soglia dei 2 milioni che, sommate a quelle precedenti della fase sperimentale, raggiungono abbondantemente ormai quota 3,5 milioni”. Pier Silvio Berlusconi ha poi smentito ancora una volta le voci sull’unione con il magnate dei media olandese John de Mol per comprare Endemol, la casa di produzione olandese che ha creato il format Grande Fratello. L'ipotesi di un acquisto della partecipazione di Telefonica nella casa di produzione televisiva Endemol da parte di Mediaset è “abbastanza lontana”, ha precisato il vicepresidente.

Le opportunità

Alla domanda su cosa ci sia di concreto nelle indiscrezioni sull'interesse di Mediaset all'acquisto della quota del 75% di Endemol, Pier Silvio Berlusconi ha risposto: "Niente, niente. Stiamo sempre a guardare le opportunità, ma a oggi è un'ipotesi che sembra onestamente abbastanza lontana”. Endemol, ha detto Berlusconi Jr, “opera in tanti Paesi, noi solo in due”, ha aggiunto. Telefonica la comprò per 5,5 miliardi di euro nel 2000. A fine giugno il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, ha dichiarato che per la società del Grande Fratello c'è “un generico interesse”, come per qualsiasi opportunità nel settore, ma che in questo momento non esiste nulla di concreto. Giuliano Adreani, Amministratore delegato del gruppo e presidente di Publitalia, a margine della presentazione dei palinsesti autunnali ha informato che Mediaset conta di chiudere il 2006 facendo registrare una raccolta pubblicitaria in crescita del 2-3%. “Il secondo trimestre sarà meglio del primo - ha detto - e la seconda parte dell'anno sarà migliore per tutti e noi pensiamo di recuperare”.

(11 luglio 2006)

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