Italia

Mediaset: Confalonieri, ‘Il peggio è ormai alle spalle. Continueremo a investire nel core business, la Tv generalista'

"…I segni di una recessione pesante sono evidenti, ma, questa è la percezione prevalente in America e con maggiore convinzione anche in Italia, il peggio sembra alle spalle”. Lo ha affermato il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, nell’assemblea degli azionisti convocata stamani per approvare il bilancio 2008 e rinnovare il consiglio di amministrazione. “…Il nostro paese pare che stia resistendo alla crisi meglio di altri. Il catastrofismo e la rassegnazione al peggio non sono mai state caratteristiche dell'Italia. Molte volte i profeti di sventura sono quegli stessi organismi o esperti economici che avrebbero dovuto rendersi conto prima degli altri dell'arrivo della tempesta”.

La sua strada

“L'imprenditoria italiana - ha comunque sottolineato Confalonieri - sta andando avanti per la sua strada. Una strada difficilissima e stretta tra la responsabilità di non scaricare sui lavoratori la congiuntura negativa e la ristrettezza del credito”.




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“Sono appena tornato - ha riferito - da un breve road show negli Stati Uniti. E ho visto che quello stesso moderato ottimismo sulla ripresa dell'economia, che noi di Mediaset abbiamo voluto mantenere in questi mesi difficili, si sta diffondendo presso la comunità finanziaria internazionale". "I segni di una recessione pesante - ha messo in evidenza - sono evidenti. C'erano molte sedie vuote nelle file degli investitori".

I motivi di preoccupazione soprattutto

“In Confindustria - ha evidenziato Confalonieri - non mancano certo i motivi di preoccupazione soprattutto per le piccole e medie imprese. E' una corsa contro il tempo: queste realtà devono continuare a vivere perché sono la forza economica vera del paese”. Il presidente ha quindi ricordato che non molto tempo fa la nostra industria dell'auto era data da molti analisti per spacciata e che ai tempi della prima bolla internet una società come Tiscali capitalizzava più della Fiat. Ha poi salutato con soddisfazione l'intervento della Fiat in America a salvataggio della Chrysler: “Oggi arrivano gli italiani chiamati a salvare un simbolo dell'industria mondiale”. “Credo che nessuno di noi sia rimasto indifferente nell'ascoltare gli elogi alla Fiat e al suo Ad Marchionne fatti dal presidente Obama - ha proseguito - e al di là dell'esito di questa operazione voglio dire, con orgoglio, che il management italiano è fatto da gente di prim'ordine, non viziata da doping finanziario, che sa tenere un autentico rapporto umano con le persone delle aziende”. Confalonieri ha quindi detto senza mezzi termini di non aver paura del futuro e ha formulato una roadmap per la crisi che prevede di “non smettere di investire nel core business, la tv generalista” e “continuare a investire in asset strategici per il futuro” mantenendo “una solida struttura finanziaria”.

Le tre reti Mediaset fanno straordinari ascolti

“Questa stagione televisiva ci sta dando grandi soddisfazioni e le tre reti Mediaset fanno straordinari ascolti e offrono una grande televisione. In Europa e negli stati Uniti tagliano sul versante del prodotto, noi continuiamo ad investire”. Ha poi spiegato che la Tv generalista resterà il core business anche in ambiente digitale e che la sfida è “trasferire la nostra supremazia in termini di ascolti e di raccolta pubblicitaria in un mondo popolato da centinaia di canali tv, free e pay. Per fare questo occorre controllare i contenuti tv". Per quanto riguarda la struttura finanziaria “abbiamo finanziato lo sviluppo e la crescita con progetti sani e prudenti e mantenendo sempre i piedi per terra. Un'operazione di grande portata come quella di Endemol, ad esempio, è stata completata senza intaccare la solidità finanziaria. L'attuale esposizione finanziaria del gruppo ci tiene al riparo dalla crisi finanziaria e l'indebitamento di Mediaset è fisiologico e significativamente minore rispetto all'indebitamento medio dei concorrenti europei”. “Per noi si archivia una stagione televisiva di ascolti brillanti e non è successo niente di preoccupante neanche con l'arrivo sul satellite di star di primissima grandezza”. Il riferimento è al debutto su Sky di Fiorello. “Si diceva che la frammentazione degli ascolti avrebbe reso più debole la tv generalista a favore di internet e della tv a pagamento”, ma i risultati del 2008 soddisfano la dirigenza Mediaset , che comunque ha puntato molto anche sul canale 'pay', Mediaset Premium, “che ci ha fatto entrare in un mercato molto interessante, stimato a ritmi di crescita del 20% l'anno”.

Gli altri mercati dove Mediaset

Per quanto riguarda gli altri mercati dove Mediaset è presente, il presidente ha precisato che non sono in corso trattative in Spagna per il consolidamento della controllata Telecinco, ma guarda tutto con molto interesse. “Non sono in corso trattative - ha affermato - ma guardiamo tutto con molto interesse. Lasexta e Cuatro sono due possibilità per razionalizzare la concorrenza. In Spagna c'è un eccesso di concorrenza che un mercato per sua natura oligopolistico non può sopportare”. In generale, ha aggiunto, “se ci saranno opportunità in giro per l'Europa, le coglieremo”. Sulla Francia, invece, il presidente ha commentato che la decisione del governo francese di togliere pubblicità alla televisione pubblica si è rivelata disastrosa. “…Di previsioni strampalate - ha affermato - ne abbiamo sentite tante. Come quella della pubblicità che avrebbe dovuto nuocere alla televisione. Senza la pubblicità, si diceva, aumentano gli ascolti. In Francia - ha continuato - hanno preso alla lettera questa previsione: hanno tolto la pubblicità dalla tv pubblica per aumentare qualità e ascolti e per dirottare gli investimenti verso le emittenti commerciali. Il risultato - ha messo in evidenza - è stato disastroso. Non un euro è andato ai privati, e le risorse liberate sono scomparse dal mercato. Non un ascoltatore in più per i canali France 2, 3, 4 e 5. Anzi, calo di audience”. “Mi viene pure in mente - ha detto ancora - la campagna contro la pubblicità nei film fatta anni fa da Veltroni. Oggi quello che dicevamo noi allora, cioè che gli investimenti pubblicitari non tollerano indirizzi dirigistici, ha trovato una sonante conferma". L'assemblea dei soci ha votato oggi a maggioranza il rinnovo del Cda confermando Confalonieri alla carica di presidente. Interamente confermato il board uscente, a cui si aggiunge un nuovo consigliere vista la decisione dell'assemblea di portare a 15 il numero dei membri del board. Entra nel Cda Niccolò Querci, direttore centrale Personale e Organizzazione del gruppo Mediaset e vicepresidente di Publitalia'80.

I gradi di capo azienda

Pier Silvio Berlusconi “…in questi anni si è conquistato sul campo i gradi di capo azienda. Sulle sue spalle pesa la responsabilità di guidare la società fondata da suo padre, continuandone la cura del prodotto, l'attenzione ai costi, la capacità di scegliere e motivare i collaboratori”, ha comunque commentato Confalonieri, preparandosi al probabile passaggio di consegne nel prossimo futuro. Approvato anche il conferimento di un dividendo di 0,38 euro per azione e dato il via libera al bilancio 2008. Al libro soci del gruppo televisivo, emerge che Fininvest è cresciuta al 38,61% del capitale sociale, contro il precedente 37,05%. Gli altri soci maggiori sono Barclays con il 4,99%, Capital Research and Management con il 4,92%, Mackenzie con il Cundill Investment Management con 3,44%, Abu Dhabi Investment Autority con 2,04%, Ubs con il 2,02% e Silcheter International Investors con il 2,01%.

(22 aprile 2009)

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