Italia
Mediaset pensa al Mediterraneo. Confalonieri: ‘Grandi prospettive di crescita in Maghreb’
“La prima televisione commerciale del Maghreb - lanciata da Mediaset, la Quinta Communications di Tarak Ben Ammar e K&K - ha grandi possibilità di sviluppo e ha "una raccolta pubblicitaria al di là del budget". Così Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, al Forum economico e finanziario per il Mediterraneo, parlando di Nessma, il canale commerciale lanciato il 20 marzo scorso per i Paesi del Maghreb.
“E' un mercato di 90 milioni di persone di cui il 65% ha un'età media di 25 anni, è una zona fertile dove arare", ha continuato Confalonieri, sottolineando che c’è "un mercato pubblicitario di 150 milioni di euro (100 mln il Marocco, 30 mln l'Algeria e 20 mln la Tunisia) che ha una crescita annua del 15-20%". Al momento il canale "ha una audience del 12%, ma puntiamo al 20%", ha continuato Confalonieri, ricordando che si tratta di un canale satellitare, visto anche in Italia e Francia "dove vivono molti maghrebini", e anche per questo motivo "abbiamo fatto un forte investimento e ne faremo ancora".
Il ruolo di Endemol
Parlando del ruolo di Mediaset nella sponda meridionale del Mediterraneo, Confalonieri ha ricordato anche il ruolo di Endemol, nella quale è in società con John Endemol e Goldman Sachs, che ha sedi in Egitto e in Libano ed è il gruppo "più grande al mondo per creazione di contenuti: sono strumenti - ha concluso Confalonieri - che riteniamo ci permetteranno di competere con le televisioni nazionali pubbliche locali".



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Intanto Mediaset ha già fatto sapere che, nonostante la crisi economica, non cambierà il proprio programma di investimenti. La conferma è arrivata nei giorni scorsi dal vicepresidente del Biscione, Pier Silvio Berlusconi, convinto della necessità di “essere ottimisti” per superare al meglio la congiuntura economica sfavorevole.
La presentazione dei palinsesti autunnali
“Bisogna essere ottimisti - ha detto Pier Silvio Berlusconi durante la presentazione dei palinsesti autunnali di Mediaset - in un momento come questo l'ottimismo è necessario. Saremmo pazzi a disinvestire per la crisi. Siamo un azienda proiettata verso il futuro, non guardiamo la situazione di tre mesi in tre mesi, e non possiamo permetterci di non investire nel prodotto, produzioni televisive italiane che sono le migliori a livello internazionale”.
Mediaset ha archiviato il primo semestre dell'anno facendo registrare un calo nella raccolta pubblicitaria intorno al 12/13%. Un dato “in linea con quello del primo trimestre” e che nonostante la crisi “andiamo meglio del mercato”.
Berlusconi ha parlato di un mercato della pubblicità “onestamente ancora molto complicato”. E ha ribadito la chiusura del primo semestre dell'anno con “un leggero miglioramento rispetto al primo trimestre”.
Nessuna eccessiva preoccupazione, insomma, per la crisi economica, ma riflettori puntati sulla “svolta storica” rappresentata dal definitivo passaggio al digitale terrestre, previsto per il 2012.
“…Ci troviamo davanti a una vera e propria rivoluzione - ha osservato - destinata a cambiare per sempre la tv. Il digitale terrestre non è più una prospettiva ma una realtà che coinvolge tutte le famiglie italiane. E di fronte a questo cambiamento epocale, noi di Mediaset potevamo fare il minimo, cosa che comunque ci avrebbe permesso di vivere di rendita per qualche anno. Invece con vero spirito imprenditoriale abbiamo deciso di cavalcare al massimo questa rivoluzione. Abbiamo fatto tanto, e fare vuol dire rischiare. E abbiamo fatto bene, considerato che Boeing è in termini di ascolti la prima rete in Italia sul digitale”.
Il quale
Mediaset guarda quindi al digitale facendo ribollire idee e novità, a cominciare da Italia 2, canale “gratuito, più giovane di Italia 1 e più spregiudicato" per il quale, per stessa ammissione del manager del gruppo, “è stato fatto un annuncio prima del tempo (si era parlato di un avvio a gennaio 2010)”, ma che dovrebbe comunque arrivare “entro il 2010” .
Pier Silvio Berlusconi ha anche parlato di un'ulteriore “novità in pista”, di cui però non si hanno dettagli, se non una promessa: “contiamo di arrivare presto”.
(21 luglio 2009)
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