Italia

Rai: Padoa-Schioppa non sente ragioni. Fabiano Fabiani sostituisce Petroni e c’è già chi chiede la testa di Petruccioli

Fabiano Fabiani prenderà il posto del consigliere Rai Angelo Maria Petroni. Lo ha deciso stamani l’assemblea della Tv pubblica, come indicato dal Ministero del Tesoro, azionista di maggioranza. In una nota si legge che “…L'assemblea, su proposta del ministero, ha deciso di revocare il mandato di consigliere di amministrazione di Rai spa ad Angelo Maria Petroni e ha nominato consigliere Fabiano Fabiani”.

La gestione di servizi pubblici locali

Fabiani è attualmente presidente della public utility romana Acea, azienda multiservizi per la gestione di servizi pubblici locali in termini di ricavi e popolazione servita.




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L'uscita di Petroni - rappresentante del Tesoro in Cda, a maggioranza di centrodestra - era stata chiesta dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa per superare quella che ha definito una situazione di stallo perdurante nella gestione dell'azienda.

La scorsa settimana ha contestato

Petroni la scorsa settimana ha contestato la decisione definendo la sua rimozione “un fatto gravissimo”. Intervenendo sulla vicenda, Antonio Satta, parlamentare dell'Udeur e segretario della commissione di Vigilanza Rai, aveva sottolineato che “…La minoranza del Cda Rai ha attualmente la presidenza del Consiglio. Se viene sostituito Petroni con un consigliere espressione del centrosinistra le regole vengono stravolte. Il problema è tutto qui: il rispetto delle regole sempre, non solo quando fanno comodo”. “…Noi pensiamo – aveva aggiunto - che se il Ministro intende revocare Petroni deve contestualmente pensare di sostituire anche il presidente della Rai. O Petruccioli si dimette o si deve trovare il modo di farlo dimettere, per avere il rispetto di regole che sono di tutti. Nessuna maggioranza può chiedermi di votare contro quelle che sono le regole che presidiano il funzionamento della commissione di Vigilanza e la Rai”. Per il parlamentare dell'Udeur, “…visto che mancano sette mesi alla scadenza di questo Cda, dico che tanto varrebbe nominare l'intero Cda oggi o magari a gennaio, anticipando di qualche mese la decisione. Se siamo noi a rompere le regole, in una alternanza parlamentare e governativa, non potremo certo invocarle in futuro”. E sono molti quelli che, dall’opposizione ma anche dalla maggioranza, in questi giorni hanno chiesto, davanti alla sostituzione di Petroni, anche quella del presidente Claudio Petruccioli o dell'intero Cda. Lo hanno già fatto Paolo Brutti della Sinistra democratica e Giuseppe Giulietti dei Ds e nei giorni scorsi è stato chiesto da Marco Beltrandi della Rosa nel pugno e da tutti i componenti della Vigilanza.

Il Ministro che ha provveduto alla nomina

Non l’ha evidentemente pensata così il Ministro che ha provveduto alla nomina di Fabiani. Giovedì 13 settembre, Padoa-Schioppa è atteso in Vigilanza, dopo l'audizione prevista e mai avvenuta, della scorsa settimana per confrontarsi sul tema con il Parlamento. Sarà sicuramente una seduta calda, vista la dura posizione del presidente Mario Landolfi che non ha lesinato critiche al comportamento del Ministro nella gestione del caso Petroni. Il consigliere, che era stato nominato nel 2005 dall'allora Ministro del Tesoro Domenico Siniscalco, è stato quindi rimosso dopo una lunga battaglia legale, ma senza aspettare il pronunciamento finale del Tar che dovrebbe esprimersi nel merito l'8 novembre sul ricorso dello stesso Petroni. In un primo tempo, il Tar aveva sospeso con un pronunciamento d'urgenza la procedura di revoca. Il governo ha poi impugnato la sentenza al Consiglio di Stato, che gli ha dato ragione. Ora al Cda spetta, come ha ribadito anche il presidente Claudio Petruccioli la scorsa settimana, affrontare il nodo più spinoso accantonato in questi mesi di accesi scontri, ovvero quello delle direzioni editoriali con il nome di Giovanni Minoli - attuale direttore di Rai Educational - in primo piano per una collocazione alla direzione di una rete, a partire da Raiuno, che molti giudicano più consona alle sua capacità.

(11 settembre 2007)

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