Italia
Rai: al convegno della Vigilanza per parlare di Tv e cultura. Auditel e politica i mali della Tv pubblica?
Il ruolo del servizio pubblico, la qualità e l'identità dei programmi della Rai, lo strumento dell'Auditel, il canone e la necessità di combattere l'evasione, ma anche la frammentazione, dovuta al digitale terrestre, della pay tv e di internet.
Questi alcuni dei temi al centro del seminario “Tv, società e costume. La Rai come rappresentazione e traino della realtà culturale, civile ed etica del Paese” organizzato dalla Commissione di Vigilanza Rai.
Il presidente di RaiSat Carlo Freccero
Al dibattito presieduto da Sergio Zavoli, hanno partecipato nomi di spicco della Tv italiana, della cultura, del giornalismo e delle istituzioni come Pippo Baudo, Maurizio Costanzo, il presidente di RaiSat Carlo Freccero, Aldo Grasso, Alessandro Baricco, Giulio Malgara, il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone, il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò e monsignor Vincenzo Paglia, solo per citarne alcuni.



ICT e crisi: addio al polo italiano...
Anche il settore dell'ICT si scontra con la dura realta' della crisi...
Mobile advertising: anche LinkedIn a...
Facebook non e' l'unico social network alle prese con la necessita' di...
Numero d'emergenza 112, questo...
Sono ancora pochissimi i cittadini europei che sanno che in caso di...
Mobile Payment: piu' gravi del previsto...
Ancora problemi per Google Wallet. Dopo la notizia, diffusa nei giorni...
Sky Italia cresce a ritmi significativi:...
Sky Italia cresce, a ritmi importanti. I dati segnano un miglioramento...
Google entra nell'home entertainment....
E' ufficiale: Google sta per entrare nel mercato dell'home entertainment...
Satellite: Eutelsat firma due accordi...
Eutelsat Communications e Alge'rie Te'le'com Satellite (ATS), filiale...
La "dieta' mediatica degli americani...
Il media mix dell'utente americano e' in continua evoluzione, secondo...
REA: le radio-tv private italiane...
Non c'e' stata edizione del Festival di Sanremo che non abbia lasciato...
SKY: piu' di 10,7 milioni di spettatori...
Giovedi' 9 febbraio, 10.705.663 spettatori unici hanno seguito i canali...
Agenda digitale: la cabina di regia...
Per il Governo Monti, e' questa la ricetta per l'Agenda digitale italiana:...
Apple batte ogni record: vale piu' del...
Le azioni Apple hanno sbaragliato ieri ogni record, portando la...
ACTA: la Germania verso il "no' alla...
A quanto pare la Germania ha deciso che non firmera' l'ACTA. Era nell'aria,...
Microsoft: il cloud computing, leva...
Il 15 e 16 febbraio 2012, nell'ambito di SMAU Business Bari, Microsoft...
Microsoft a SMAU Business Bari: il cloud...
Il 15 e 16 febbraio 2012 Microsoft partecipera' a SMAU Business Bari per...
ESET NOD32: Cyber-truffe, come evitare...
Truffatori e cyber criminali minacciano i nostri computer anche a S....
Nintendo riconferma che il Wii U non...
Cindy Gordon, vicepresidente di Nintendo America ha ribadito alla stampa...
Epic: PlayStation 4 e Xbox 720 dovranno...
Secondo Tim Sweeney, direttore tecnologico di Epic Games, la prossima...
Iwata: Miyamoto e' insostitu...
Nel corso della recente conferenza con gli investitori, Satoru Iwata,...
Mass Effect 3 anche in versione...
Durante una recente intervista rilasciata a Kotaku, un rapprese...
|
“Non la faremmo franca se negassimo alla Rai di essere il più grande laboratorio culturale e civile del Paese – ha osservato Zavoli -. Ma ho qualche resistenza a credere che ciò si esprima pienamente secondo lo spirito e la modalità di un servizio pubblico; e parrebbe dunque lecito domandarsi perché la politica non lascia a un'azienda di tanta rilevanza un'autonomia che sia libera di gestire la sua sfera imprenditoriale e responsabile del problema di tutelare e produrre cultura e civismo”.
Un progetto che prendesse
“Il Paese trarrebbe grandi vantaggi - ha detto ancora Zavoli - da un progetto che prendesse il nome dalla sua qualità: il servizio pubblico non ha solo obblighi formali verso gli italiani, ha anche dei principi da interpretare e trasmettere”.
A questo proposito, Zavoli ha sottolineato che con il digitale terrestre la Rai ha creato le condizioni per abolire la dittatura dell'audience: “ognuno potrà scegliere quello che più gli garba”.
“La Rai non può rinunciare alla qualità per inseguire l'audience”, ha ribadito Calabrò. E' un concetto che non va “assolutizzato”, ma questo “non comporta che non si possano avere trasmissioni di qualità”.
“La Rai ha attivato un miniqualitel - ha concluso - quando verranno resi noti i risultati, venerdì, avremo delle sorprese”.
Secondo Freccero, “la tv generalista è in crisi e la Rai, che si affida al modello generalista, non può che risentire di questa crisi”. Come tutte le altre televisioni, “la Rai si preoccupa del bilancio e quindi tende a ripetere gli schemi che hanno avuto successo ma che ormai sono usurati”.
Il male che abbiamo fatto
Il presidente di RaiSat è convinto che bisogna investire sui media emergenti: “Bisogna avere ottimismo e non compiacenza verso il male che abbiamo fatto”.
Per Aldo Grasso, “bisogna prendere atto che la Rai è solo bottino di guerra dei vincitori e che il servizio pubblico è una leggenda, non esiste più da 30 anni”.
Per la scarsa qualità dei programmi, ha spiegato, “Si dà la colpa all’Auditel, ma in realtà il problema è che non c’è nessuno in grado di fare programmi di qualità”.
Immediata la replica di Giancarlo Leone, vicedirettore della Rai che difende la competenza dei dirigenti Rai e che si dice “ottimista sul futuro della Rai, ma pessimista per quanto riguarda la regolamentazione finanziaria: nel 2009 ci sono 330 milioni di euro di programmi che non sono pagati dal canone, ma dalla pubblicità. Bisogna finanziare la Rai in modo appropriato. L’azienda pubblica – ha ricordato - incassa un miliardo e 600mila euro dal canone, un miliardo dalla pubblicità. E dalla lotta all’evasione potrebbero rientrare circa 500mila euro”.
“La tv non è più solo quella generalista e i giovani guardano il digitale, il web e YouTube”, ha sottolineato invece Costanzo.
Un momento difficile – ha osservato Baudo
“La Rai è in un momento difficile – ha osservato Baudo - se si vuole salvarla bisogna darle una fisionomia autonoma. Altrimenti facciamo tutti lo stesso spettacolo con minime differenze”.
E su Auditel e Qualità della Tv pubblica leggi anche:
Riforma dell’Auditel: Lettera Aperta alla Commissione di Vigilanza perché la Tv, non solo quella pubblica, torni ai cittadini
Donne e Tv: appello ai vertici delle istituzioni in occasione del rinnovo del Contratto di Servizio Rai. Le prime 32 firmatarie
Rai: solo la bellezza fa audience? Dibattito aperto sul ruolo delle donne in Tv nel nuovo Contratto di Servizio
(20 gennaio 2010)
© 2002-2012 Key4biz