Italia

Rai: aperto il referendum dei giornalisti per lanciare la sfiducia al Dg Mauro Masi

'Del mio operato rispondo solo al Consiglio di amministrazione e all'azionista, e se per portare a casa gli obiettivi che mi sono prefissato, e cioè quello di risanare i conti dell'azienda e quello di rendere pluralista la Tv pubblica devo passare dal voto di sfiducia, lo faccio senza troppi pensieri". Sono queste in sintesi, le parole pronunciate dal direttore generale della Rai Mauro Masi in merito al referendum indetto per questa mattina dall'assemblea dei Comitati di redazione dell'azienda e programmato dall'esecutivo Usigrai per costringere il Dg alle dimissioni anche in vista del prossimo 22 novembre quando alla Camera, si discuterà la mozione di condanna dei finiani nei suoi confronti. Arrivare al voto di sfiducia per 'bacchettare' il Dg Masi per le tante decisioni prese e i programmi non condivisi dai giornalisti e dalle rispettive categorie, e tra le quali si ricordano la sospensione di Michele Santoro e il congelamento della retribuzione; il tentativo di censura della trasmissione "Vieni via con me" di Fazio e Saviano e non ultimi in ordine di tempo, l'impostazione del Piano industriale, le cessioni di asset, la riduzione del perimetro aziendale, il blocco del turn over fino a tutto il 2011, la sospensione fino a settembre del prossimo anno degli interventi di politica retributiva e dei passaggi di livello oltre che, i tagli sulle spese di rappresentanza, trasferte, telefonini e auto blu, che hanno creato non poche polemiche e dissapori all'interno dell'azienda stessa tanto che, in più occasioni, anche i vertici Rai hanno deciso di prendere le distanze da Masi.

Le proteste in atto e si delinea

E mentre continuano le proteste in atto e si delinea al meglio il programma di lotta indetto dalla sigle sindacali che porterà - il prossimo 10 dicembre - alla giornata di mobilitazione nazionale di tutti i dipendenti Rai, già dalle 9 di questa mattina si è provveduto ad aprire i seggi - resteranno aperti fino alle 23 di giovedì prossimo - e i diretti interessati sono stati chiamati ad esprimere il proprio voto seguendo le modalità che si applicano per i piani editoriali dei direttori di testata. Il voto potrà essere espresso sia attraverso le 'urne reali', che usufruendo del 'seggio elettronico virtuale' aperto a tutti gli abbonati Rai e raggiungibile dai siti internet di Valigia Blu (www.valigiablu.it) e Articolo 21 (www.articolo21.info) per "coinvolgere la società civile al voto dei giornalisti Rai e, contemporaneamente, animare la discussione sul futuro della Rai tra gli abbonati che, attraverso il pagamento del canone vogliono affermare il proprio diritto ad esprimersi sul futuro dell'azienda di servizio pubblico radiotelevisivo" cresce la preoccupazione per il futuro dell'azienda.




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Una Rai in crisi, debole nella gestione e che continua a perdere gradimento per via della dequalificazione dell'offerta culturale. Quella stessa azienda pubblica che ora, con un referendum interno, fa guerra a chi ritiene colpevole dei propri mali. Al direttore Mauro Masi che, da parte sua, continua a essere fiducioso ribadendo ai giornalisti che lo hanno ascoltato in queste ultime ore: "Non sono un censore, non ho mai messo il bavaglio a nessuno. Voglio essere giudicato sui fatti e i fatti dicono che tutte le trasmissioni sono in onda. Ma tutti dovrebbero rispettare le stesse regole".

(09 novembre 2010)

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