Italia

Rai: continuano le polemiche sulla sospensione di Santoro. Annozero in onda, si attendono le contromosse

"Di tutto ha bisogno la Rai fuorché di nuove polemiche, ancor più se alimentate al suo stesso interno. Tutti, e dico proprio tutti, dovrebbero abbassare i toni e moderare il linguaggio". Risponde così il presidente Rai Paolo Garimberti alle infuocate polemiche che fanno da corollario al nuovo 'caso Santoro', in seguito alla decisione del Dg dell'emittente televisiva pubblica Mauro Masi che ha deciso di ammonire il giornalista, reo di avere mandato l'azienda a "Vaffa...", con dieci giorni di sospensione - due trasmissioni di Annozero - e il congelamento dello stipendio per pari tempo. Un provvedimento di natura disciplinare che non è andato giù a molti, compreso il numero uno dell'azienda che già nella giornata di ieri aveva palesato la sua contrarierà alla decisione e che anche oggi è intervenuto sulla questione cercando di dare una spiegazione di quanto accaduto. "Il regolamento di disciplina ha una gradualità di sanzioni proponibili: comminare subito il massimo della pena è, l'ho detto e lo confermo, manifestamente sproporzionato al di là di quelle che possono essere le responsabilità di Michele Santoro. Ritengo dunque - ha aggiunto il presidente Garimberti - di avere, così come i consiglieri, non solo il diritto ma anche il dovere di esprimere il mio giudizio, ferme restando le responsabilità attribuite a ciascuno dalla attuale governance. Questo al di là di qualunque altra valutazione sulla vicenda, compreso l'impatto che l'eventuale sospensione di Annozero, peraltro ancora non definita, può avere sull'Azienda".

La sua posizione Garimberti

Chiarisce la sua posizione Garimberti, ma le polemiche continuano e arrivano da più fronti specie dopo le querele che Mauro Masi ha sporto contro Il Manifesto e L'Unità, due quotidiani nazionali che hanno approfondito la questione, arricchendola con interviste, vignette satiriche e 'titoloni' anche riguardo l'ipotesi di un possibile licenziamento del giornalista qualora avesse continuato ad attaccare in diretta i vertici Rai. Particolare questo, 'svelato' dallo stesso Masi che, alla domanda di un giornalista de Il Massaggero su un ventuale nuovo attacco di Santoro nel corso della trasmissione di questa sera, avrebbe così risposto: "Lo licenzio" aggiungendo "Lo sa che alla Bbc solo per aver ironizzato sul direttore generale con un messaggio su Facebook un dipendente è stato licenziato? Licenziato, mica dieci giorni di sospensione".




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Affermazioni smentite da Masi che, tramite una una nota stampa, ha fatto sapere di non aver mai rilasciato alcuna intervista al Messaggero e men che meno di aver "ipotizzato un eventuale licenziamento di Michele Santoro che, come è noto, è una competenza al di fuori dei poteri diretti del direttore generale"

Gli animi

Le spiegazioni però non bastano ancora né tantomeno quietano gli animi. "Il direttore generale della Rai crede di essere un arbitro che sventola cartellini rossi sulle facce dei giornalisti a lui sgraditi come Michele Santoro, Roberto Natale e i colleghi del Manifesto e dell'Unità - ha tuonato il segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti Giancarlo Ghirra chiedendo a Masi un ripensamento a quanto già deciso - Ma l'informazione non è un campo di calcio bensì un terreno delicato nel quale i lettori e i telespettatori hanno diritto al massimo pluralismo delle idee e delle voci". E ancora: "Quello del dg Mauro Masi è un provvedimento disciplinare 'velleitario' oltre che irrituale. Anche un bambino si accorgerebbe che e' l'ennesimo episodio di una campagna contro Santoro che va avanti da quando un giudice gli ha riconsegnato il suo programma". E' questa la spiegazione che Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni del Pd ha dato alla stampa sul caso Santoro. "Anche se resisterà agli appelli - ha aggiunto - la sanzione di dieci giorni di sospensione per il conduttore di Annozero non sarà ricordata tra gli elementi più eclatanti di questa crociata berlusconiana". "Masi continua a concentrarsi in attività che non hanno rapporto con i reali problemi dell'azienda, anzi, li aggravano". Ma così come sempre accade nella grande famiglia dello spettacolo 'lo show deve andare avanti' e stasera ci sarà l'ultima puntata di Annozero prima che il provvedimento entri nella sua fase attuativa. Ma in che modo andrà avanti? "Faremo il nostro lavoro come al solito. E come al solito daremo molto fastidio. Molto", ha spiegato Sandro Ruotolo, il giornalista che con le sue inchieste affianca il conduttore di Annozero. "Hanno voluto chiudere una voce scomoda - ha aggiunto - perché con Santoro sospeso una grande azienda cercherebbe di salvaguardare il prodotto giornalistico anche per evitare di perdere risorse preziose provenienti dalla pubblicità. E invece niente. Masi ha fatto di tutto per non evitare danni all'azienda che dirige". Danni all'azienda che andrebbero ad aggravare l'aria di crisi che tira in casa Rai e che, come sottolineato anche dal consigliere di minoranza Giorgio Van Straten, sarebbero ben più gravi di quelli che si potrebbero pensare. "Se il ricorso che sicuramente Santoro adirà alla magistratura gli desse ragione, chi pagherà il danno delle trasmissioni e della pubblicità non andate in onda?" Certamente non l'azienda poichè, chiude Van Straten, "...nel Cda di ieri ho fatto mettere a verbale che ne risponda personalmente chi ha erogato la sanzione quindi, il direttore generale Rai".

(14 ottobre 2010)

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