Italia

Rai: il canone resterà invariato, parola di Landolfi

L'importo del canone Rai non subirà alcun aumento per il 2006. A riferirlo, è stato il Ministro delle Comunicazioni, Mario Landolfi, a margine del Consiglio dei ministri delle Comunicazioni dell'Unione europea a Bruxelles. “Non c'è nessun aumento - ha rimarcato Landolfi - così come avevo già riferito in sede parlamentare di Vigilanza”.

Il decreto che lascia invariato

Landolfi ha detto d’avere firmato il decreto che lascia invariato il canone “perché ritengo che la Rai abbia tutte le risorse necessarie per affrontare le sfide future e presenti”. La decisione di non aumentare il canone, ha proseguito il ministro, viene dal fatto che al bilancio infrannuale del 30 giugno 2005 la Rai ha registrato “un attivo di 97 milioni di euro” ed è “un'azienda che sta bene”.




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Intanto dalla Rai, il presidente Claudio Petruccioli, ha detto in Commissione di Vigilanza, d’aver avuto mandato dal Consiglio di amministrazione di realizzare una delibera in materia di pluralismo, dopo che la questione era stata sollevata dalla domanda rivolta nel question time dal capogruppo di Forza Italia Giorgio Lainati e dal collega di partito Guido Crosetto. I parlamentari in particolare denunciavano lo scarso spazio dato agli esponenti del governo nella puntata di "Primo piano" del primo novembre, dove era stato intervistato il leader della Margherita Francesco Rutelli sulla visita del premier negli Usa.

Il contenuto della trasmissione

Prima Petruccioli ha spiegato nel dettaglio il contenuto della trasmissione, spiegazione ritenuta poco convincente dagli esponenti di Forza Italia che, hanno precisato, sollevavano “il problema più ampio dello squilibrio della terza rete Rai, con spazi di intrattenimento diventati di politica con ospiti esponenti del centrosinistra". Quindi chiedevano "provocatoriamente, vista l'incapacità del Cda di cambiare la situazione, se il presidente poteva fare una delibera per invitare le altre due reti Rai a disattendere completamente gli atti di indirizzo sul pluralismo. Forse così rimetteremo Raitre sui binari". Petruccioli ha quindi spiegato che "il Cda è impegnato in audizioni dei direttori di rete e di testata sull'applicazione dei criteri del pluralismo ed è stato deciso che sarò io, il presidente, a realizzare una delibera su questi temi". Petruccioli, rispondendo alla domanda dei rappresentanti della Lega, Caparini e Pedrazzini, ha informato anche che “Prima della prossima estate si deciderà la definizione dei compiti che saranno affidati al nuovo Centro di produzione di Milano. Da questo discenderà poi la decisione sulla struttura e la dislocazione del centro". “Quello della scelta delle nuove sedi - ha spiegato Petruccioli - è un aspetto importante della strategia aziendale". Per questo il presidente "facendo il punto solo sugli elementi fin qui esaminati", ha detto che “c’è un progetto che prevede il trasferimento in altro immobile a Milano. Sono stati individuati i potenziali soggetti, ma al momento ci sono tempi e caratteristiche non certe”. Così come per il progetto del centro di Roma, che "deve essere sottoposto a radicale verifica". Anche per questo motivo a Milano "é stato individuato lo spazio delle officine ex Caproni per il trasferimento di alcune delle attività, che ora si trovano alla Fiera di Milano, dove gli studi hanno un contratto di affitto in scadenza nel 2009". Di tutto ciò "non è stato ancora investito il Cda ma il direttore generale ha l'impegno di dare impulso alla questione". Comunque "si tratta ancora di stabilire la missione e il carattere di quello che si vuole fare in questi studi, e solo da questo - che sarà anche oggetto di una serie di incontri con la realtà milanese - discenderà la decisione che sarà presa prima della prossima estate". "Non posso dirmi soddisfatto della risposta - ha replicato Pedrazzini - e mi auguro che i tempi vengano ridotti". Intanto ieri il direttore generale della Rai, Alfredo Meocci, ha incontrato ufficialmente il vice-ministro del SARFT (State Administration of Radio, Film and Television), Ministero delle Comunicazioni Cinese, e il vicepresidente della CCTV (China Central Television), la Tv di Stato Cinese. Durante l'incontro, avvenuto a Viale Mazzini, la Rai ha confermato l'intenzione di arrivare alla firma di un importante accordo in occasione della data del 17 gennaio 2006, che segna l'inaugurazione dell'anno denominato, dai reciproci Governi, l'anno di “Italia in Cina 2006”. Nell'ambito delle attività sviluppate dalla Direzione Palinsesto TV e Marketing negli ultimi mesi, erano state intraprese una serie di iniziative finalizzate alla creazione di un rapporto tra le due televisioni pubbliche per favorire lo scambio culturale e il dialogo tra i due Paesi. L'incontro ha consolidato l'ottimo rapporto tra i due partner con la pianificazione di una serie di collaborazioni che inizialmente riguarderanno le attività e gli eventi previsti durante l'anno “Italia in Cina 2006”. Per ulteriori approfondimenti, consulta:

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(02 dicembre 2005)

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