Italia
Rai: in Vigilanza Masi controbatte, ‘Non esiste Raiset, con Sky nessuna battaglia ma solo trattativa commerciale per tutelare l’azienda’
Termina oggi l’audizione del direttore generale della Rai, Mauro Masi, in Commissione di Vigilanza dove ha risposto alle questioni sollevate dai commissari nel corso del dibattito iniziato ieri.
“Non sono un normalizzatore, sono in azienda per garantire il pluralismo”. Con queste parole il Dg ha respinto al mittente le critiche che gli sono state mosse dopo le ultime polemiche sull'informazione.
Il pluralismo si devono rispettare...
“Per garantire il pluralismo si devono rispettare le regole. E non ho paura, dicendo questo, di sembrare un grigio burocrate”. Ha sottolineato infatti che “tutti i programmi dei quali si è parlato stanno andando o andranno presto in onda, da Fazio, a Bertolino, alla Dandini e anche Annozero”



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E proprio riguardo al programma di Miche Santoro in onda stasera, alla quale Marco Travaglio parteciperà appunto come ospite, Masi ha risposto che “è un programma libero, il conduttore pure e può avere tutti gli ospiti che vuole”.
Le garanzie nelle comunicazioni
“Non c’è nessun problema – ha precisato a proposito del contratto di Travaglio e delle richieste in merito avanzate all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni - abbiamo chiesto solo un doveroso approfondimento di natura tecnica a cui l'Autorità può rispondere o no perché è organismo indipendente, non c’è nessuno scarico di responsabilità”.
Su Report ha spiegato che “…le questioni giuridiche sono in fase di risoluzione. E’ un aspetto che riguarda solo alcuni collaboratori e non la conduttrice”. Anzi Masi ha evidenziato che il programma di Milena Gabanelli adotta proprio “il metodo informativo che ho in mente quando penso a inchieste giornalistiche, né contro né a favore”.
Rivolgendosi poi a Idv, il direttore generale ha assicurato che “sarà verificato l'eventuale oscuramento del partito di Di Pietro sul tg1 e tg2 della Rai”.
Autori di una protesta fuori palazzo San Macuto e poi direttamente dentro la Commissione, deputati e senatori dell'Italia dei valori hanno contestato che la presenza sotto la media nei programmi informativi della Rai sia un ordine di scuderia secondo cui l'Idv non deve passare in audio al tg1.
“Io mi muovo secondo le regole - ha ribadito Masi - e l'azienda ha già chiesto informative a tutte le strutture per verificare se esiste questo problema. E se esiste va contrastato”.
La guerra a Sky
Passaggio inevitabile poi quello sulla Pay TV del tycoon Rupert Murdoch. “Non abbiamo fatto la guerra a Sky, abbiamo fatto soltanto una trattativa commerciale”.
“Se avessimo accettato l'offerta di Sky, 50 milioni di euro per tutti i 12 canali Rai, saremmo stati vincolati per sette anni e questo - ha aggiunto il dg Rai - sarebbe andato a detrimento del servizio pubblico e della pubblicità, quindi non è stata guerra ma soltanto una trattativa commerciale”.
Masi ha sottolineato che Sky non ha voluto “rimuovere l'ostacolo posto sul criptaggio delle trasmissioni in chiaro” e che soprattutto “si è impuntata nel voler tutti i nuovi canali della piattaforma Rai per i prossimi sette anni. Vi rendete conto - ha osservato Masi - che se avessimo accettato queste condizioni avremmo svenduto o regalato tutta la nostra offerta, anche futura, ad un nostro competitor per sette anni. Sarebbe stato un atto contrario alla tutela del servizio pubblico che in più ci avrebbe vincolato, oltretutto davanti all'avvento di nuove tecnologie, per ben sette anni!”.
Masi ha poi assicurato i membri della Commissione che “le nostre valutazioni commerciali hanno rilevato che avremmo avuto un danno proporzionalmente più alto (sia a livello di ascolti che di pubblicità) rispetto a quello del mandato accordo di Raisat su Sky”.
Su Mediaset, Masi ha commentato “è un competitor di Rai. Lo era nell'ambiente analogico, lo è nel digitale. Raiset è una banalizzazione non suffragata dal minimo fatto concreto”.
Un rafforzamento e non ad
“La strategia della Rai è chiara e mirata a un rafforzamento e non ad un indebolimento del servizio pubblico - ha aggiunto -. La competizione è tra piattaforme e nelle piattaforme. E' chiaro che ora i competitor Rai sono almeno due, Mediaset e Sky”.
Giovedì prossimo intanto si riunirà il Cda per affrontare, quantomeno in termini generali la questione delle nomine, considerando che nel quadro dei vertici della Rai manca ancora da coprire le caselle delle direzioni di Raitre e Tg3.
In tema di nomine, ha spiegato Masi, “cerchiamo di rendere lo scenario più condiviso possibile, puntando ad abbinare le migliori professionalità con scelte condivise”.
Giovedì ha quindi annunciato “si svolgerà una riunione del Cda della Rai che avrà all'ordine del giorno il tema di come procedere a delle nomine condivise e migliori dal punto di vista professionale”.
Stamani il Cda Rai, su proposta del Dg, ha preso atto del piano editoriale del Giornale Radio predisposto dal Direttore Antonio Preziosi e ha espresso l'intendimento per la nomina dei vicedirettori Carlo Albertazzi, Vittorio Argento, Andrea Buonocore, Vito Cioce, Paolo Corsini, Giovanni Derosas, Stefano Mensurati, e ha nominato Vicedirettori di Raidue Sergio De Luca , Roberto Giacobbo, Marco Giudici, Massimo Lavatore, Roberto Milone, e Gianluigi Paragone.
(25 settembre 2009)
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