Stati Uniti

App e innovazione: ecco perché la Silicon Valley si è trasformata nella ‘Smartphone Valley’

La Silicon Valley, da sempre il cuore pulsante dell’innovazione hi-tech, è stata ribattezzata dal Financial Times ‘Smartphone Valley’, alla luce delle recenti aperture di centri per l'innovazione da parte di importanti operatori mobili. La ‘app culture’ creata da Apple e Google – come la chiama il quotidiano della City – ha scatenato, infatti, una corsa tra gli operatori: a vincerla sarà chi riesce a incubare per primo le nuove tendenze e i progressi nel software. E questo – ritengono in molti – è possibile solo catturando l’attenzione degli sviluppatori della Silicon Valley. Ha iniziato Vodafone, all’inizio del mese con Xone, un centro attraverso il quale la società britannica metterà a disposizione delle startup hi-tech americane competenze tecniche, assistenza finanziaria, sostegno logistico e servizi per lo sviluppo, i test e il lancio sul mercato dei loro prodotti. Innovazioni che potranno quindi essere offerte anche ai suoi clienti.

Una settimana dopo

Ha proseguito AT&T, una settimana dopo, con il suo ‘Foundry innovation lab’ a Palo Alto, aperto con la convinzione che l’industria mobile deve puntare sempre di più sugli sviluppatori di applicazioni. La decisione di trasferire il centro per l’innovazione nella Silicon Valley, ha sottolineato il CTO di AT&T, John Donovan, “Rientra nel nostro processo di trasformazione da ‘telecom company’ in ‘technology company’”.




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La necessità di far evolvere il business è legata principalmente alla trasformazione avviata da Apple e Google, che con i loro sistemi operativi e i loro store di applicazioni sono diventati sempre più influenti nella creazione di nuovi standard hardware e software e hanno spinto i vendor di dispositivi ad adeguarsi ai loro prodotti.

Gli operatori, in sostanza, devono ora dimostrare di saper stare al passo dell’evoluzione tecnologica, di essere parte attiva del nuovo ecosistema, di non essere più – in sostanza – dei ‘dumb pipes’, ovvero dei semplici trasportatori di bit, come erano fino a pochi anni fa. “La ragione per cui siamo qui è che la Silicon Valley è in centro della Terra quando si tratta di innovazione”, ha affermato Fay Arjomandi, responsabile ricerca e sviluppo per Vodafone negli Usa. Il centro Xone si occuperà di individuare e valutare le nuove tecnologie innovative per poi offrire prodotti e servizi e innovativi ai clienti di tutto il mondo. Le idee e le innovazioni sviluppate da start-up, laboratori R & S e università saranno testate nel centro della Silicon Valley con l’obiettivo di trasformarle, entro al massimo sei mesi, in servizi a disposizione degli utenti. Una trasformazione di non poco conto per società che fino a pochi anni fa puntavano tutto sul ‘walled garden’: un approccio che si è dimostrato in breve tempo miope e che ha precluso loro la possibilità di avvantaggiarsi di consistenti nuovi flussi di reddito, che invece sono entrati nelle casse di player innovativi come Google e Apple.

Le loro posizioni privilegiate sarebbero stata scalfite

Gli operatori, insomma, mai avrebbero pensato che nel giro di così poco tempo le loro posizioni privilegiate sarebbero stata scalfite da gruppi che in apparenza niente avevano a che fare con le telecomunicazioni e ci hanno messo un po’ troppo tempo a capire che il vento stava cambiando. Ora, tuttavia, stanno cercando di recuperare il tempo perso e di concentrarsi sullo sviluppo delle app, ma anche su nuovi segmenti dell’offerta come le applicazioni di realtà aumentata, i sistemi grafici avanzati per il gaming o le tecnologie machine-to-machine. Resta da vedere se gli sviluppatori si faranno ‘allettare’ dagli operatori. Ma su questo punto, Vodafone non sembra avere dubbi che si tratti di un nuovo sistema di collaborazione da cui tutti potranno trarre vantaggio: gli operatori riusciranno a uscire per primi sul mercato con prodotti innovativi, mentre i developer potranno far arrivare le loro creazioni direttamente nella mani di centinaia di milioni di utenti sparsi in tutto il mondo.

(04 ottobre 2011)

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