Unione Europea

Dividendo digitale: piano Ue per frequenze Tv a vantaggio del wireless. Reding, ‘Opportunità unica per democratizzare la banda larga’

Le frequenze lasciate libere dal passaggio alla Tv digitale rappresentano una risorsa essenziale per estendere la portata della banda larga in aree che ne sono ancora sprovviste e in vista dello sviluppo di nuovi servizi wireless. La Commissione europea, che vorrebbe realizzare un approccio armonizzato a livello europeo per la gestione delle frequenze, ha proposto oggi un piano per una ripartizione coordinata dello spettro che incoraggi la concorrenza e gli investimenti nei servizi senza fili di nuova generazione, che consentono lo streaming video, la navigazione completa su internet e la trasmissione rapida di dati su un telefono cellulare.

I quattro quinti delle frequenze

Il passaggio alla Tv digitale libererà i quattro quinti delle frequenze che servivano a portare nelle nostre case le trasmissioni televisive: questo “tesoretto”, se adeguatamente sfruttato, potrebbe apportare benefici per l’economia quantificabili tra i 20 e i 50 miliardi di euro.




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A tal fine, le proposte adottate oggi, indicano in che modo sia possibile destinare una parte dello spettro, la sottobanda 790-862 MHz (ovvero le onde che coprono lunghe distanze e possono attraversare gli edifici), per favorire l’introduzione di nuovi servizi wireless.

La copertura in banda larga veloce entro

In questo modo si potrà conseguire l’obiettivo di garantire al 100% della popolazione Ue la copertura in banda larga veloce entro il 2013, apportando al contempo vantaggi sia ai fornitori di servizi e ai fabbricanti di apparecchiature - che potranno svolgere le loro attività a livello transfrontaliero – sia per i consumatori in viaggio, per i quali sarà più semplice utilizzare i servizi di roaming. Un approccio analogo ha costituito la base per l'affermazione dei cellulari GSM negli anni Novanta. La Ue invita pertanto gli Stati membri ad accelerare l’abbandono della TV analogica e a completarlo entro il 1° gennaio 2012. “Cinque paesi (Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia), oltre agli Stati Uniti, hanno già dimostrato che l’abbandono dell’analogico può avvenire in tempi rapidi”, sottolinea la Commissione. La Commissione inoltre, unitamente al Parlamento europeo e al Consiglio, ha proposto di affrontare obiettivi strategici, quali i tempi per l’apertura del dividendo digitale a usi diversi da quelli della radiodiffusione ad alta potenza, per definire una posizione comune europea nei negoziati con i paesi limitrofi sullo spettro del dividendo digitale, e la possibilità di definire obiettivi futuri per la Ue in vista di un utilizzo del dividendo digitale con tecnologie più efficienti.

La Commissione chiederà il sostegno

Nel primo semestre del 2010 la Commissione chiederà il sostegno del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tabella di marcia prevista e proseguirà il confronto con gli utilizzatori attuali e potenziali dello spettro su questioni più di lungo termine prima di formalizzare le sue proposte. Per redigere il piano la Commissione ha cooperato strettamente con i paesi UE, il Parlamento europeo, l’industria e i rappresentanti dei consumatori. Come ha sottolineato il Commissario per la società dell’informazione e i media Viviane Reding, “Il dividendo digitale rappresenta un’opportunità unica per ‘democratizzare’ la banda larga a livello paneuropeo e dare impulso ad alcuni tra i più innovativi settori della nostra economia. Soltanto se lavoriamo insieme a un piano comune l’Europa potrà trarre i massimi benefici dal dividendo digitale”. “Esorto gli Stati membri della UE – ha concluso il Commissario - ad accelerare il passaggio alla TV digitale e a completarlo entro il 1° gennaio 2012. Invito inoltre le autorità nazionali a utilizzare il dividendo digitale in modo da favorire la concorrenza, aprire il mercato a nuovi operatori e servizi e massimizzare gli effetti sull’economia. Solo così si potrà garantire che il dividendo digitale sia usato per portare la banda larga wireless in regioni della UE in cui l’internet ad alta velocità non può essere fornito in modo efficiente con altre tecnologie”. (a.t.) Raccomandazione e Comunicazione della Commissione

(29 ottobre 2009)

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