Italia
Fibra ottica: al via tavolo tecnico del comitato NGN Italia. Aemcom, ‘Premiare chi ha già investito contro il digital divide'
Prende oggi avvio presso Agcom il tavolo di lavoro del Comitato NGN Italia che raccoglie tutti i principali operatori di telecomunicazioni del nostro Paese. Gerardo Paloschi, Amministratore Unico della società cremonese Aemcom ha esposto il punto di vista degli operatori che hanno già fatto grandi investimenti contro il digital divide.
Il Comitato NGN Italia è stato istituito con delibera n. 64/09/CONS e ha il compito, in primo luogo, di elaborare, su richiesta dell’Autorità, proposte e soluzioni relative a questioni attinenti agli aspetti tecnici, organizzativi ed economici connessi alla transizione alle reti NGN. Inoltre, è stata prevista la possibilità per il Comitato di individuare e sottoporre all’attenzione dell’Autorità particolari problemi attinenti alla transizione alle reti NGN.
Le indicazioni del Presidente Agcom Corrado Calabrò
Aemcom, in sintonia con le indicazioni del Presidente Agcom Corrado Calabrò, auspica che siano coinvolti nell’innovazione strutturale e di servizio del Paese tutti i soggetti che fino ad oggi hanno investito nella larga banda, portando la fibra ottica anche in zone di digital divide ed investendo proprie ingenti risorse.



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Paloschi sottolinea quindi l’inutilità di “duplicare reti già esistenti con nuovi interventi pubblici o privati ove la cablatura può essere aperta a tutti i soggetti interessati”.
Il sostegno economico pubblico, insomma, non andrebbe vanificato con interventi inutili, “laddove già esistono realtà efficienti e operanti”.
“Il Presidente Calabrò – ha dichiarato Paloschi - ha recentemente evidenziato che esiste una sola tecnologia che ci potrà consentire di sovvenire adeguatamente alle esigenze attuali e di assecondare le richieste in crescita negli anni a venire con un intervento valido per i prossimi 50 anni: la fibra ottica, cosiddetta FTTH – fiber to the home. Proprio in questo periodo di crisi, la Commissione europea e gran parte dei Paesi del G8 hanno ritenuto prioritario investire nelle tecnologie delle telecomunicazioni perché sono quelle che produrranno i maggiori effetti sulla crescita del prodotto interno lordo dei Paesi avanzati”.
Paloschi, sottolineando come alcuni operatori locali come Aemcom abbiano intrapreso da tempo la strada nella realizzazione di reti NGN e NGA (Next Generation Access) nei propri ambiti territoriali e desiderino investire ancora in tempi brevi in ulteriori realizzazioni, ha sottolineato che “…questi operatori sono pronti ad accettare l’obbligo di rivendita del servizio, stabilito dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ma a condizioni di cost-plus e cioè che garantiscano un ritorno sul capitale prestabilito”.
“La regolamentazione – ha aggiunto - potrebbe prevedere un “unico operatore” per ciascuna entità territoriale grande o piccola che sia e l’obbligo a fornire ai propri concorrenti servizi di accesso FTTH a condizioni cost plus. Vanno stabilite regole anche per garantire una effettiva interoperabilità dei servizi, tempi e regole di migrazione dal rame alla fibra (evitando così che gli investimenti in fibra restino a lungo inutilizzati). Infine è fondamentale scongiurare il rischio di "digital divide economico" FTTH a favore del servizio universale”.
Secondo Paloschi, infine, è necessaria l’istituzione di una cabina di regia con l’Autorità come candidato naturale: “speriamo che questo tavolo di lavoro tra Agcom e il Comitato NGN Italia svolga questa funzione in modo efficiente ed equilibrato”.
La pena ricordare – ha concluso
“Vale la pena ricordare – ha concluso - come la Commissione Europea , nella recente consultazione pubblica, abbia previsto un premio per il rischio derivante dagli investimenti infrastrutturali all’interno del nuovo schema di raccomandazione riguardante l’accesso alle infrastrutture di nuova generazione e dunque, alle infrastrutture passive (canaline, dotti, palificazioni, fibra spenta, ecc.) e i nuovi servizi wholesale a larga banda. Chi investe o ha già investito contro il digital divide va premiato”.
(23 luglio 2009)
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