Unione Europea

Galileo: il futuro del sistema satellitare passa dalla lotta ai cambiamenti climatici

Passa dalla lotta contro i cambiamenti climatici il futuro del sistema di radionavigazione satellitare Galileo, di cui da tempo non si sente più parlare nonostante fino a poco tempo fa venisse indicato come uno dei più ambiziosi progetti industriali europei. Il lancio di Galileo – che secondo le ultime intenzioni manifestate dall’esecutivo dovrebbe essere operativo nel 2013 - è stato più volte rimandato, ma il Parlamento Ue ha sempre creduto nelle potenzialità del progetto e lo scorso anno, dopo il dietrofront del consorzio privato che ne avrebbe dovuto gestire costruzione, l'installazione e il funzionamento, aveva votato una risoluzione chiedendo che il suo finanziamento passasse in toto sulle spalle del bilancio dell'Ue.

La minaccia costituita dalla crescita costante delle temperature

Un’occasione di rilancio per Galileo potrebbe essere rappresentata dall’impegno della Ue nella lotta ai cambiamenti climatici: la minaccia costituita dalla crescita costante delle temperature, dallo scioglimento dei ghiacciai e dall’innalzamento del livello del mare potrebbe infatti essere tenuta maggiormente sotto controllo grazie alla costellazione dei 30 satelliti di Galileo.




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La Ue sta già sfruttando il potenziale dei satelliti attraverso il programma GMES (Global Monitoring for Environment and Security), un progetto congiunto ESA/Commissione Europea basato sull’utilizzo dei dati raccolti dai satelliti che osservano la Terra e da una rete di stazioni in-situ per fornire servizi come le previsioni dell’inquinamento dell’aria nelle città, le informazioni per intervenire in caso di disastri naturali, come terremoti o incendi o i dati scientifici fondamentali per prendere decisioni consapevoli in settori cruciali, come il trasporto, l’economia, l’ambiente, la sicurezza.

La struttura portante della strategia spaziale europea auspicata

L’iniziativa GMES costituisce, insieme a Galileo, la struttura portante della strategia spaziale europea auspicata nel Libro Bianco sullo spazio della Commissione Europea. La sfida principale, tuttavia, resta quella di rispettare i tempi per la messa in funzione di Galileo: se l’Europa non andasse avanti col progetto infatti sarebbe l’unica grande economia a non disporre di tecnologie satellitari proprie e il settore privato europeo sarebbe fortemente penalizzato, avendo difficoltà a sfruttare i benefici del mercato mondiale dei servizi e delle applicazioni di navigazione satellitare, che dovrebbe attestarsi attorno ai 450 miliardi di euro l’anno a livello mondiale a partire dal 2025. Il sistema Galileo – che doveva essere il primo esempio di partenariato pubblico-privato europeo - avrebbe dovuto essere operativo dal 2010, per dare all’Europa un sistema realizzato per il solo uso civile, a differenza di quelli concorrenti – l’americano GPS e il russo Glonass - realizzati per scopi prettamente militari. E mentre in Europa si fa ancora fatica a prevedere la data di messa in opera del sistema, gli Usa sono a lavoro all’aggiornamento del proprio sistema satellitare – GPS III – che dovrebbe essere operativo nel 2013 con tecnologie all’avanguardia e hanno già investito tra 50 e 60 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti, inoltre, avevano già messo mano al sistema GPS nel 2006, migliorando la precisione del segnale. L’arrivo del GPS III dovrebbe migliorare ulteriormente le prestazioni del sistema. Il budget finale stanziato per la messa in orbita dei 30 satelliti della costellazione si attesta a 3,4 miliardi di euro per il periodo 2007-2013.

Una serie di servizi avanzati

Galileo darà vita a una serie di servizi avanzati in diversi settori - dal trasporto stradale, aereo, ferroviario e marittimo alle telecomunicazioni, alla cartografia, alle ricerche gas/petrolifere e minerarie. Il sistema promette di migliorare in maniera sostanziale l’accuratezza dei segnali di navigazione satellitare in Europa: basti pensare che la precisione degli attuali segnali GPS viene aumentata da circa dieci metri a due metri. Antonio Tajani, vicepresidente responsabile dei trasporti, ha dichiarato che se con l’attuale GPS si può localizzare una macchina sulla strada, con Galileo e Egnos “si potrà vedere in che garage è parcheggiata”. L’Open service di EGNOS, è partito ufficialmente il 1° ottobre e permetterà di istituire un servizio per la sicurezza della vita umana (Safety-of-Life) entro la metà del 2010, che fornirà un prezioso messaggio di allarme all’utilizzatore nel giro di sei secondi in caso di guasto del sistema. Un servizio commerciale è già in fase di sperimentazione e sarà disponibile anch’esso nel 2010.

(16 ottobre 2009)

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