Italia

NGN: Telecom Italia balla da sola. Calabrò, ‘Definiremo regole chiare, ma serve collaborazione’

Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia, è stato audito stamani dal Consiglio dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò. L’incontro è servito a illustrare la posizione di Telecom Italia e le prospettive d’investimento della società nel settore delle reti in fibra ottica. Di fronte alla possibilità di un coinvestimento con gli operatori alternativi, Bernabè non ha mostrato aperture, ribadendo la volontà della società di andare avanti col proprio piano di investimenti, che prevede di raggiungere entro il 2018 il 50% della popolazione italiana con la banda ultralarga in fibra ottica.

Un piano alternativo

"Sappiamo che esiste un piano alternativo, ma noi andiamo avanti col nostro piano”, ha ribadito Bernabè.




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Il piano di Telecom Italia prevede investimenti per 7 miliardi di euro per le infrastrutture di rete e l'information technology, mentre per il 2016 verranno investiti altri 6 miliardi per la banda ultralarga.

La società ha già incluso

La società ha già incluso nel piano industriale lo sviluppo della fibra ottica a Milano e Roma . Il lancio di un’offerta commerciale in queste due città, secondo Bernabè, darà preziose indicazioni per lo sviluppo della nuova rete anche in altre aree e consentirà di rivedere e migliorare le stime relative allo sviluppo della domanda per i servizi a banda ultralarga. In Trentino, poi, sono partiti due progetti avviati dall’amministrazione pubblica: il primo prevede la posa di fibra ottica per raggiungere il 100% delle centrali e permettere il passaggio al full IP attraverso anche l'utilizzo delle infrastrutture della Pubblica Amministrazione. Il secondo prevede la realizzazione di una società pubblico-privata che si occuperà della copertura degli edifici e da cui Telecom e gli altri operatori acquisteranno infrastrutture passive per collegare i propri clienti. Da questa società, Telecom si troverebbe ad acquistare al pari degli altri operatori, e a prezzi regolati le infrastrutture passive per collegare in FTTH (fiber to the home) i propri clienti. Sulla stessa falsariga del Trentino si muove anche la Lombardia, in attesa dell’Expo 2015, quando si apriranno importanti opportunità per Telecom e per l’intero settore. Questa mattina, all’Agcom, Bernabè ha illustrato “i progressi fatti oggi su Milano e Roma", chiedendo l'autorizzazione alla commercializzazione su queste due città. "Quindi - ha aggiunto - riteniamo che ci siano tutte le premesse per partire con l'avvio concreto della commercializzazione della rete in fibra e io mi aspetto che l'autorità valuti positivamente quello che abbiamo proposto”, ha affermato il manager.

Una volta l’importanza della fibra ottica

A commento dell’incontro, Calabrò ha sottolineato ancora una volta l’importanza della fibra ottica per il futuro delle telecomunicazioni e il rilancio dell’economia. 'Abbiamo ascoltato con molto interesse - ha detto Calabrò - l'esposizione dei programmi predisposti da Telecom Italia”. “Non posso non ribadire – ha aggiunto - che tutte le iniziative avviate o annunciate, per quanto diverse, vanno incoraggiate e sostenute e che l'Agcom è pronta a farlo, definendo regole chiare e precise, miranti a favorire gli investimenti nelle NGN e, contemporaneamente, a garantire la necessaria concorrenza tra operatori”. Calabrò ha scorto “dei passi avanti” sia sull'accesso alla rete di nuova generazione in fibra ottica che sugli investimenti, ma ha sottolineato che la realizzazione di una rete in fibra ottica rientra in un progetto più ampio, che investe tutto il paese e quindi, ha aggiunto, “…i programmi aziendali, sia pur apprezzabili, vanno inquadrati in questa visione”. Calabrò ha infine auspicato “la più ampia collaborazione tra tutti i soggetti interessati - pubblici e privati - fondamentale per giungere ad un progetto condiviso nell'interesse del Paese”.

(10 giugno 2010)

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