Italia
NGN: accordo Telecom Italia – UPI per ridurre l’impatto ambientale e accelerare lo sviluppo delle nuove reti
La gran parte dei costi per la realizzazione di una rete in fibra ottica riguardano i lavori di ingegneria civile, in particolare gli scavi per la posa dei cavi, che – oltre al notevole impatto ambientale - sottraggono risorse preziose allo sviluppo e all’impiego delle tecnologie.
Per ovviare questo ostacolo e accelerare lo sviluppo dei servizi a banda larga di nuova generazione, Telecom Italia ha siglato un accordo con l'Unione delle Province d'Italia (UPI), volto a ridurre l’invasività delle opere di scavo legate alle nuove infrastrutture e, quindi, i disagi e i tempi di realizzazione, attraverso l’utilizzo delle cosiddette minitrincee.
Gli scavi con minitrincea
Gli scavi con minitrincea – già sperimentati a Roma, Torino, in parte della Sardegna e del Sud d'Italia - sono larghi 5/15 centimetri e profondi solo 30/40 centimetri e consentono di ridurre le dimensioni dei cantieri e la loro durata.



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Oltre a questo, hanno calcolato Telecom e UPI, si potrà ridurre fino all'80% i costi socio ambientali in termini di disagi per i cittadini e per le amministrazioni, del 67% gli incidenti sul lavoro, e dell'80% i tempi necessari per la realizzazione di infrastrutture di TLC.
La realizzazione di un tavolo
L’intesa, siglata dal presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri, e dal presidente dell’UPI, Giuseppe Castiglione, prevede altresì la realizzazione di un tavolo di monitoraggio che si occuperà di controllare i processi semplificativi legati al protocollo e di offrire sostegno e delucidazioni alle province. Le province, si legge in una nota congiunta, attraverso questo scambio con Telecom Italia potranno “coordinare gli interventi finalizzati al superamento del digital divide”
Per accelerare lo sviluppo delle nuove reti NGN, l’UPI ha siglato a febbraio un accordo anche con il ministero dello Sviluppo Economico, volto a snellire le procedure di autorizzazione così come previsto dalla Legge 133 del 2008.
Il protocollo firmato col MSE ha diverse fasi di attuazione, ha sottolineato Castiglione: “ora – ha detto – si è giunti alla fase di ricognizione”.
“Spesso si ritiene che il censimento delle dotazioni per la banda larga sia da fare solo a livello regionale mentre spesso province e comuni hanno investito molto in questa infrastruttura', ha aggiunto il presidente dell’UPI, ricordando che al ruolo delle province per il piano nazionale della banda larga sarà dedicato un convegno a Catania, il 20 e 21 maggio.
Telecom Italia è il primo operatore a sottoscrivere un simile protocollo con UPI, nella convinzione “che l’adozione diffusa ed omogenea delle nuove tecnologie di scavo consentirà di migliorare e potenziare l`infrastruttura di rete riducendo tempi, disagi e costi per la sua realizzazione", si legge in una nota congiunta.
Le province potranno stipulare specifici accordi anche
In base ai termini dell’intesa, tuttavia, le province potranno stipulare specifici accordi anche con gli altri operatori, per giungere a un’applicazione uniforme sul territorio nazionale della normativa, delle terminologie e dei parametri essenziali, nonché per ridurre i tempi di approvazione e di realizzazione dei lavori che utilizzano le nuove modalità di scavo.
(14 maggio 2010)
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