Italia
Phone center: smantellato gruppo hacker legato al fondamentalismo islamico. Rubati codici telefonici per finanziare terrorismo
6 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 5 cittadini pachistani, tutti da tempo residenti in Italia, e di un hacker operante nelle Filippine sono stati emessi questa mattina dalla Polizia di Stato che, in collaborazione con l’FBI ha smantellato una rete criminale con presunti legami col fondamentalismo islamico del Sudest asiatico.
La banda, secondo quanto reso noto dagli inquirenti, si introduceva illegalmente nei sistemi informatici di alcune compagnie telefoniche statunitensi carpiva i codici di accesso che abilitavano alle chiamate internazionali e li rivendeva.
La presenza nel nostro paese
L’inchiesta era partita due anni fa su segnalazione dell’intelligence Usa, che aveva segnalato alle autorità la presenza nel nostro paese di un gruppo di hacker filippini, con a capo il giordano Nusier Mahmoud, dedito al furto e al commercio di codici telefonici internazionali.



Accesso disaggregato: la Ue non esclude...
Si fa attendere la risposta dell'Italia alle due lettere inviate da...
"I legislatori dialoghino di piu' con...
La necessita' di armonizzare le prassi regolatorie a livello europeo e,...
Capitale umano e innovazione, quanto...
Saverio Tridico, Direttore Public & Legal Affairs di Vodafone Italia...
Tlc: in vista del WCIT-12, le telco...
Il sostegno economico allo sviluppo futuro delle reti di comunicazione...
Telecom Italia partner del Festival...
Per il quarto anno consecutivo, Telecom Italia e' partner del Festival...
Studio Bocconi: il Gruppo Poste Italiane...
Il Gruppo Poste Italiane si afferma come case history nel panorama economico...
Agcom: Risoluzione del Pd, "Confronto...
Stringono i tempi e si avvicina la scadenza dell'attuale Consiglio Agcom...
ACTA potrebbe saltare: si allarga il...
Dopo la francese Hadopi, l'americana SOPA, adesso e' l'ACTA (An...
Nuove iniziative di marketing e tutela...
Le nuove iniziative di marketing vedono sempre piu' protagonista il...
Pubblicita': video on-demand, un potente...
Il video on-demand (VOD) diventera' presto il principale medium per la...
Giornata Mondiale della Proprieta'...
Si celebra oggi 26 aprile la Giornata Mondiale della Proprieta'...
Innovazione, ricerca, ICT. Il modello...
Gabriele Falciasecca, Presidente di Lepida Spa, la societa' in house della...
Generare business di successo in chiave...
La rivoluzione sociale in atto, determinata dalla crescente diffusione...
Apple: e' la Cina la vera sorpresa di...
Dopo una serie di sedute in negativo, che avevano spinto in molti a credere...
Microsoft: Conficker continua a essere...
Sono quasi 220 milioni le infezioni rilevate negli ultimi due anni e mezzo...
eCommerce: siglato accordo tra Adiconsum...
Il commercio elettronico rappresenta un'opportunita' per il consumatore...
EKGaming propone di ridividere gli...
Da anni i publisher di videogiochi cercano in tutti i modi di contrastare,...
Microsoft pronta a lanciare un servizio...
Pare Microsoft si stia preparando a presentare un nuovo servizio musicale,...
Nintendo iniziera' a guadagnare dal...
Finalmente, a piu' di un anno dal lancio, Nintendo ha ipotizzato che da...
Facebook prossimo al miliardo di...
Il board di Facebook ha fatto sapere che secondo gli ultimi dati, il social...
|
La denuncia era stata presentata dall’operatore Usa AT&T, secondo cui la truffa ha provocato dal 2003 mancati incassi per 56 milioni di dollari.
I principale acquirente di questi codici
Dalle indagini condotte a Brescia, è emerso che i principale acquirente di questi codici per il mercato italiano e spagnolo era il gestore di un phone center pakistano, Zamir Mohammad, che ne utilizzava una parte nell’ambito della propria attività e ne rivendeva il restante.
I proventi di questa attività criminosa, secondo la Polizia, venivano usati per finanziare cellule di matrice integralista islamica nel sud-est asiatico.
L'operazione - ribattezzata 'Pbx Hacker' - è stata coordinata dal Servizio Centrale Antiterrorismo dell'UCIGOS e ha portato anche al sequestro di 10 phone center a Brescia, Reggio Emilia, Ancona, Ascoli Piceno e Macerata e a 16 perquisizioni domiciliari nei confronti di extracomunitari di origine pakistana e marocchina legati alla struttura smantellata.
Il GIP di Brescia ha ipotizzato i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica mediante accesso abusivo a sistemi informatici o telematici e detenzione e diffusione di codici di accesso ai sistemi stessi.
Operazioni simili sono in corso anche in altri paesi europei tra cui Spagna, Germania e Svizzera dove il gruppo criminale avrebbe esteso i suoi affari nel corso di questi anni.
(12 giugno 2009)
© 2002-2012 Key4biz