Italia

Rifiuti elettronici: si può fare di più. Regole chiare e condivise perché tutti possano operare al meglio

Uno strumento per incrementare la sensibilizzazione ambientale. Ecolight - consorzio che raccoglie quasi 1.500 aziende e si occupa della gestione dei rifiuti elettronici, delle pile e degli accumulatori - presenta il proprio primo rapporto sociale: “La nuova vita dei RAEE” è infatti un documento rivolto in particolar modo ai cittadini per far conoscere sempre più cosa sono i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e perché devono essere recuperati. “Al termine di un 2010 che ha visto il consolidamento del sistema consortile di gestione dei RAEE in Italia con il raggiungimento dei 4 kg di rifiuti elettronici raccolti per abitante, è necessario insistere sulla sensibilizzazione dei cittadini perché è solo con l’apporto di tutti che è possibile migliorare i risultati finora raggiunti”, osserva Walter Camarda, presidente di Ecolight.

La vita dei RAEE

Il rapporto sociale evidenzia, attraverso l’azione svolta dal consorzio l’anno scorso, la vita dei RAEE, dal momento della loro raccolta fino allo smaltimento e al recupero. Un testo volutamente semplice “per poter insistere sulla necessità di continuare nella sensibilizzazione su questa tipologia di rifiuti”, ricorda ancora il presidente del consorzio.




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La raccolta complessiva nell’ultimo anno ha fatto registrare un incremento di circa il 30% rispetto al 2009; Ecolight ha superato le 23mila tonnellate, affermandosi sempre più come punto di riferimento per il raggruppamento R4, ovvero il raggruppamento che comprende i piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, computer e cellulari.

Un preciso percorso di raccolta

“Sono quegli oggetti che fanno parte della nostra realtà quotidiana e non sempre vengono percepiti come dei rifiuti speciali che devono seguire un preciso percorso di raccolta e recupero”, spiega il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. “La loro raccolta risulta ancora difficoltosa: accanto alla possibilità di conferirli alle isole ecologiche dei Comuni, da poco più di un anno anche i negozi sono stati coinvolti. Infatti, al momento dell’acquisto di un prodotto elettronico nuovo, è possibile consegnare gratuitamente al rivenditore il proprio elettrodomestico vecchio di eguale funzionalità. Il sistema dell’Uno contro Uno però è partito a rilento: nel primo anno attraverso questo circuito sono state intercettate circa 10mila tonnellate. «Un inizio sul quale ha pesato molto la scarsa informazione dei cittadini e la scarsa disponibilità dei centri di raccolta nei confronti dei negozi a ricevere i rifiuti elettronici raccolti da questo canale”, precisa Dezio. Il sistema RAEE in Italia può e deve crescere ancora. La normativa europea, in fase di discussione, introduce standard più rigorosi e obiettivi elevati. “E’ però necessario che alla base siano poste regole chiare e condivise affinché tutti i soggetti interessati possano essere messi nelle condizioni di operare al meglio e nel rispetto dei medesimi obblighi”, sottolinea il presidente di Ecolight, Camarda. “Occorre che gli obiettivi di recupero, riciclaggio e preparazione per il riutilizzo indicati dalla nuova norma comunitaria siano estesi a tutti gli attori che operano all’interno del sistema RAEE: è necessario evitare il rischio di distorsioni della competitività tra gli operatori legalmente obbligati a trattare i RAEE e gli altri soggetti”.

(28 settembre 2011)

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