Italia
eCall: l’industria mobile dà pieno sostegno alla tecnologia ‘salvavita’ a bordo delle automobili
Il settore della telefonia mobile europea ha dato pieno sostegno alla diffusione del sistema eCall, il dispositivo automatico europeo di chiamata di emergenza installato a bordo degli autoveicoli.
Con la firma del protocollo di intesa sulla realizzazione di eCall su scala europea, i rappresentanti dell’Associazione GSM hanno ribadito il loro impegno per l’adozione di una importante tecnologia salvavita: in caso di incidente grave, infatti, il dispositivo eCall compone automaticamente il 112, il numero unico d’emergenza europeo e trasmette la posizione del veicolo al servizio d’emergenza più vicino, anche se i passeggeri non sanno dove si trovano o non sono in grado di dirlo.
Un costo per l’economia europea superiore
Gli incidenti stradali rappresentano un costo per l’economia europea superiore a 160 miliardi di euro all’anno e, sottolinea la Commissione, se il sistema fosse installato tutti i 230 milioni di automobili circolanti nella Ue, permetterebbe di salvare fino a 2.500 vite umane l’anno e di ridurre del 10-15% la gravità degli incidenti non mortali.



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La firma dell’accordo segue di circa un mese l’invito rivolto ai governi all’industria mobile dal Commissario Viviane Reding a fare di più per la diffusione di eCall, che costituisce una delle priorità della iniziativa “automobile intelligente” e del piano d’azione per sistemi di trasporto intelligente che promuovono l’uso delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni per rendere i trasporti su strada più intelligenti, più sicuri e più puliti.
Il loro pronto sostegno al sistema automatico europeo
Dando il loro pronto sostegno al sistema automatico europeo di chiamata di emergenza installato a bordo degli autoveicoli, gli operatori di telefonia mobile “hanno dimostrato di possedere senso civico e un’apertura nei confronti delle applicazioni innovative delle tecnologie delle comunicazioni utili nella vita di tutti i giorni”, ha Viviane Reding.
Sei gli Stati che non hanno ancora firmato il protocollo di intesa su eCall: Danimarca, Francia, Irlanda, Lettonia, Malta e Regno Unito. A loro la Reding ha rivolto la richiesta di “rompere gli indugi” e di accelerare l’introduzione di un sistema in grado di salvare molte vite umane.
In caso contrario, la Commissione sarà costretta a proporre una regolamentazione in materia l’anno prossimo.
Per la piena diffusione di eCall, l’industria automobilistica e delle tlc e le amministrazioni nazionali di tutti i paesi Ue, devono garantire che i centri di emergenza siano dotati dell’equipaggiamento necessario per trattare le chiamate automatiche. Benché la tecnologia sia pronta e nonostante l’adozione di norme comuni paneuropee da parte dell’industria e dei servizi di emergenza, Danimarca, Francia, Irlanda, Lettonia, Malta e Regno Unito non sono ancora disposti a impegnarsi, soprattutto per motivi finanziari.
Altri 15 paesi dell’UE (Germania, Austria, Cipro, Spagna, Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Repubblica ceca) e tre paesi SEE (Islanda, Norvegia e Svizzera) hanno invece approvato disposizioni comuni per l’attuazione di eCall. Inoltre sei paesi dell’UE (Belgio, Bulgaria, Ungheria, Lussemburgo, Romania e Polonia) sostengono eCall e sono disposti a firmare l’accordo. Anche il Parlamento europeo è un forte sostenitore dell’installazione del sistema eCall in tutte le automobili in Europa.
Presente in 219 Paesi, l’Associazione GSM raggruppa quasi 800 operatori mondiali di telefonia mobile e oltre 200 imprese, tra cui produttori di telefonini, imprese di software, fornitori di internet e di apparecchi e imprese dei settori dei media e dello spettacolo.
(10 settembre 2009)
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