Italia

Diritti umani: nuove tecnologie e nuove censure a confronto. Ue e imprese ICT possono fare di più a favore dei cyber dissidenti arrestati

Cyberdissidenti e cybercensori all’attenzione della Commissione per i Diritti umani del Parlamento. Nuove tecnologie e nuova censura a confronto, i punti cardini dell’audizione voluta da Heidi Hautala per mettere un freno alla ‘cyberguerra’ in corso in tutto il mondo ed evidenziata in uno studio commissionato dai deputati, che mostra che non solo l'Unione Europea, ma anche le grandi imprese della rete, possono giocare un ruolo fondamentale in questa ‘battaglia’. Ad una libertà di espressione sempre più vasta grazie alla rete, in alcuni paesi del mondo corrisponde, dunque, la ‘messa a punto’ di strumenti sempre più sofisticati per la censura digitale da parte di quelli che sono stati definiti ‘i nemici dei diritti umani’.

I Paesi che praticano la censura online

Allo stato attuale, è emerso nel corso dell'incontro, sono 60 i Paesi che praticano la censura online, e tra questi primeggia la Cina che oltre ad essere il più grande mercato digitale del mondo, rappresenta anche il più grande censore. Uno dei casi portati ad esempio dalla rappresentante dell’Ong ‘Reporter senza frontiere’ Lucie Morillon, è quello di Pechino che ha bloccato l'accesso a oltre 18.000 siti internet e imprigionato 72 dei 120 cyberattivisti presenti nel pianeta. Nella lista nera dei cybercensori figurano anche Arabia Saudita, Egitto, Birmania, Iran, Corea del Nord, Cuba, Siria, Tunisia e Vietnam.




ICT e crisi: addio al polo italiano...
Anche il settore dell'ICT si scontra con la dura realta' della crisi...

Mobile advertising: anche LinkedIn a...
Facebook non e' l'unico social network alle prese con la necessita' di...

Numero d'emergenza 112, questo...
Sono ancora pochissimi i cittadini europei che sanno che in caso di...

Mobile Payment: piu' gravi del previsto...
Ancora problemi per Google Wallet. Dopo la notizia, diffusa nei giorni...

Sky Italia cresce a ritmi significativi:...
Sky Italia cresce, a ritmi importanti. I dati segnano un miglioramento...

Google entra nell'home entertainment....
E' ufficiale: Google sta per entrare nel mercato dell'home entertainment...

Satellite: Eutelsat firma due accordi...
Eutelsat Communications e Alge'rie Te'le'com Satellite (ATS), filiale...

La "dieta' mediatica degli americani...
Il media mix dell'utente americano e' in continua evoluzione, secondo...

REA: le radio-tv private italiane...
Non c'e' stata edizione del Festival di Sanremo che non abbia lasciato...

SKY: piu' di 10,7 milioni di spettatori...
Giovedi' 9 febbraio, 10.705.663 spettatori unici hanno seguito i canali...

Agenda digitale: la cabina di regia...
Per il Governo Monti, e' questa la ricetta per l'Agenda digitale italiana:...

Apple batte ogni record: vale piu' del...
Le azioni Apple hanno sbaragliato ieri ogni record, portando la...

ACTA: la Germania verso il "no' alla...
A quanto pare la Germania ha deciso che non firmera' l'ACTA. Era nell'aria,...

Microsoft: il cloud computing, leva...
Il 15 e 16 febbraio 2012, nell'ambito di SMAU Business Bari, Microsoft...

Microsoft a SMAU Business Bari: il cloud...
Il 15 e 16 febbraio 2012 Microsoft partecipera' a SMAU Business Bari per...

ESET NOD32: Cyber-truffe, come evitare...
Truffatori e cyber criminali minacciano i nostri computer anche a S....

Nintendo riconferma che il Wii U non...
Cindy Gordon, vicepresidente di Nintendo America ha ribadito alla stampa...

Epic: PlayStation 4 e Xbox 720 dovranno...
Secondo Tim Sweeney, direttore tecnologico di Epic Games, la prossima...

Iwata: Miyamoto e' insostitu...
Nel corso della recente conferenza con gli investitori, Satoru Iwata,...

Mass Effect 3 anche in versione...
Durante una recente intervista rilasciata a Kotaku, un rapprese...


Secondo Andrew Puddephat, che durante l’audizione ha presentato i risultati dello studio effettuato su Tecnologie della comunicazione e diritti umani, “le imprese di telecomunicazioni e media digitali sono ‘alleati potenziali importanti per i diritti umani’. Tuttavia – ha aggiunto - per le imprese la situazione non è facile”. “I governi chiedono strumenti di controllo e censura - ha continuato la Morillon - e ci sono compagnie che obbediscono come Yahoo e Microsoft, e altre più coraggiose, come Google”.

Le società occidentali

Molte, in effetti, le società occidentali che si piegano ai dettami dei governi censori, come Nokia Siemens Networks, finita nel mirino delle associazioni umanitarie per aver fornito all'Iran una tecnologia che permette di intercettare, monitorare e controllare le comunicazioni. E mentre da una parte c’è NSN criticata da una risoluzione del Parlamento per l'accordo con Tehran che permetteva di intercettare praticamente qualunque utente di un cellulare di sua costruzione, dall’altra c'è Google, che da marzo di quest’anno ha deciso di smettere di censurare le ricerche in Cina inducendo gli utenti a scegliere google.hk (Hong Kong) piuttosto che google.cn. La Cina pertanto, come denunciato l'attivista del Consorzio Global Internet Freedom, Shiyu Zhou “rappresenta il migliore esempio di cyberpolizia, filtraggio e ostruzione”. “Il Muro di Berlino del XXI secolo è usato per indottrinare, intimidire e perseguitare – ha detto - ma per ogni dollaro speso su tecnologie anti-censura, i governi devono spenderne migliaia per bloccarci”. Hosuk Lee Makiyame, direttore dell'European Centre for International Political Economy, ha spiegato che la vera ragione della censura cinese è di natura commerciale e protezionista. Il governo blocca arbitrariamente solo i siti stranieri, mentre a quelli cinesi non succede niente. Sull'Iran, invece, Makiyame ritiene che “gli stessi mezzi tecnologici possano essere usati dai dissidenti per twittare e dal regime per reprimere”. Due facce della stessa medaglia, dunque, e una guerra che va necessariamente combattuta dall’Unione Europea. Secondo Puddephat infatti, è l'UE che può e deve intervenire “stabilendo una normativa che faccia da esempio nel mondo, ma anche mettendo pressione sui paesi della censura nei forum internazionali, e lavorando con le imprese per far avanzare i diritti umani nell'ecosistema digitale. Si possono formare esperti di diritti umani online, e sostenere i progetti e le ONG che creano strumenti per la libertà di espressione su internet”.

Un lavoro serio e continuo

Sulla stessa lunghezza d’onda, Heidi Hautala che promesso l’avvio di un lavoro serio e continuo per identificare le possibili aree di azione e Lucie Morillon che chiede ai politici europei di “incoraggiare le imprese delle ICT a creare un codice di condotta volontario, ma anche insistere per il rilascio dei cyberdissidenti”.

(10 giugno 2010)

© 2002-2012 Key4biz

 

 

 

Il nostro Network
Key4biz.it | Radiokey.biz | Comunicatistampa.tv | Supercom.tv | Mondotv.biz | Mondointernet.biz | Mondotlc.biz | Bibliotech.info | Recensiti.biz | TVdigitali.eu | Vincitorievinti.it