Italia
PA digitale: D-day il 25-26 aprile. Imminente Posta certificata per tutti i cittadini
Basta code agli sportelli. Il countdown è iniziato. Il D-day è fissato per il 25 o il 26 di aprile. La posta certificata sarà gratis per tutti gli italiani, presso le Poste e i negozi telecom mentre per i professionisti è obbligatoria già da fine novembre.
Come ha ribadito il Ministro dell’Innovazione Renato Brunetta, eMail certificata potrà sostituire la vecchia raccomandata nei rapporti con la pubblica amministrazione, riducendo così inutili attese agli sportelli.
Le raccomandate con le ricevute
“Si potranno buttare all'aria – ha detto Brunetta - le raccomandate con le ricevute di ritorno e si potranno ricevere risposte dalle amministrazioni pubbliche nella stessa maniera”.



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Anche le multe arriveranno via mail?
Uno le vuole così
“Si se uno le vuole così, ma anche i chiarimenti e le risposte potranno essere richieste allo stesso modo, senza fare file - ha chiarito il ministro - Pensateci un po’, E' una grande cosa”.
La PEC fornisce garanzie di qualità, tracciabilità e sicurezza, coniugando la semplicità d’uso della posta elettronica con le garanzie fondamentali che devono caratterizzare la comunicazione istituzionale.
L’obbligo per le amministrazioni di dotarsi PEC è stabilito dal Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) e successivamente ribadito dal decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 convertito, con modificazioni, nella legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Con il decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 (“Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione”) al mancato rispetto di tale obbligo è stato associata la possibilità di sanzioni per i dirigenti inadempienti, ai quali non potrà essere riconosciuta la retribuzione di risultato. L’emanazione della Circolare si colloca nell’ampio quadro di interventi promossi dal Governo in materia di PEC che coinvolgono cittadini, imprese e professionisti: dall’obbligatorietà introdotta a fine 2009 per i professionisti e le imprese di dotarsi di PEC, all’intervento in atto sul fronte della fornitura gratuita di una casella di Posta Elettronica Certificata ai cittadini che ne faranno richiesta.
Brunetta ha parlato anche di riforme istituzionali, sostenendo che “non deve essere un alibi” per non realizzare da subito quelle concrete “per cambiare le cose in meglio: la buca si può scavare anche con il badile che si ha”. Ma certo “bisogna lavorare in parallelo per consegnare alla fine della legislatura un sistema istituzionale più efficiente. Ci proveremo”.
Il tema
Il ministro ha affrontato a lungo il tema: “La riforma del federalismo da più poteri ai livelli decentrati, alle regioni perché possa essere riequilibrata occorre dare maggiori poteri al governo al presidente del Consiglio. Il presidenzialismo è però uno strumento e non un fine, per fare le riforme che interessano alla gente”.
Secondo Brunetta, che ha ricordato le cose già fatte, anche con le regole attuali è però possibile introdurre riforme a costo zero. Ha quindi citato la “semplificazione della pubblica amministrazione e la riforma fiscale nel senso della trasparenza per rendere gli strumenti fiscali più comprensibili alla gente: si può fare subito e non costa”.
Il Parlamento “non dico che fa perdere tempo, ma prolunga all'infinito i dibattiti”.
“Se il Parlamento discute per troppo tempo una riforma e poi l'annacqua perché si traduce in mille rivoli, la gente è poi scontenta”.
Il ministro ha poi aggiunto: “Stiamo facendo le riforme che la gente si aspetta, con le regole e le istituzioni che ci sono, con i poteri che il governo ha, con un Parlamento che spesso, non dico che fa perdere tempo, ma prolunga all'infinito i dibattiti”.
Le sue esperienze di parlamentare europeo
“Al Parlamento europeo - ha detto Brunetta ricordando le sue esperienze di parlamentare europeo - un provvedimento si sapeva quando entrava e quando usciva, in quello italiano non è così. Si sa quando un progetto entra ma non quando esce. Obama in un anno ha fatto una riforma epocale. Da noi non è possibile. O meglio, da noi i tempi sarebbero incerti'.
(12 aprile 2010)
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