Italia

Pirateria multimediale: smantellata una rete di contraffazione in collaborazione coi consulenti tecnici di BSA, FAPAV e SIAE

Il Gruppo Pronto Intervento Traffico della Polizia Municipale di Roma, guidato dal Comandante Carlo Buttarelli, nel corso della sua attività di controllo del territorio, ha scoperto e smantellato una cospicua rete di contraffazione di prodotti multimediali, basata su due centrali clandestine di masterizzazione, dislocate rispettivamente nel quartiere Ottavo Municipio e nel Comune di Mentana. Le indagini, svolte nel mese di ottobre in collaborazione coi consulenti tecnici di BSA, FAPAV e SIAE, hanno condotto alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 6 persone, i gestori del traffico. “Un’organizzazione ben attrezzata e a composizione ‘multirazziale’, che faceva capo a un gruppo di immigrati polacchi, proprietari dei laboratori e delle attrezzature di masterizzazione”, spiega Buttarelli. “Costoro distribuivano i prodotti contraffatti a dei piccoli grossisti di origine senegalese e del Bangladesh, i quali a loro volta li smerciavano attraverso una rete di venditori di strada senegalesi o marocchini (ogni grossista controllava 6-8 venditori), operanti prevalentemente nelle zone di via Marconi, via Tiburtina, viale Libia e Piazza Bologna”.

Il volume di prodotti illegali sequestrati

Di tutto rispetto il volume di prodotti illegali sequestrati: in totale, 35 masterizzatori, 3 fotocopiatrici professionali (per le copertine), circa 5.000 supporti vergini e oltre 9.000 già masterizzati, oltre ad uno sconfinato numero di custodie e copertine riprodotte. In un laboratorio era installato persino un gruppo elettrogeno di continuità!




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Fra i prodotti contraffatti prevalevano i programmi informatici (soprattutto copie di prodotti Adobe, Autodesk e Microsoft), per un controvalore commerciale stimato dai tecnici di BSA intorno ai 400.000 euro a prezzi di mercato medi. Ma non mancavano anche DVD cinematografici e album musicali di successo.

I 10 e i 15

“I vertici dell’organizzazione sono individui insospettabili, che vivono agiatamente realizzando col traffico illegale guadagni stimabili fra i 10 e i 15.000 euro mensili”, continua Buttarelli. “Mentre, fatto curioso da notare, il commercio di strada si svolge ad opera di venditori che tendono a costruirsi una clientela stabile, raccolgono ordini su cataloghi ‘ufficiali’ dei prodotti disponibili che abbiamo rinvenuto, forniscono ai clienti anche il proprio cellulare per le ordinazioni e operano talvolta anche con la collaborazione di commercianti della zona. Il che ha reso ancor più difficile coglierli sul fatto, giacché a fine giornata i venditori depositavano la propria merce ad esempio nel magazzino di un bar o di una pizzeria della loro zona di attività, quindi si spostavano il meno possibile portando con sé i prodotti illegali!”. “Un fatto che ci conferma quanto sia ancora diffuso fra il pubblico un clima di scarsa consapevolezza dell’illiceità di queste pratiche”, commenta di rincalzo Arnaldo Borsa, Responsabile Antipirateria di BSA, “favorito anche da una generalizzata percezione di sostanziale impunità dei reati contro la proprietà intellettuale. Una situazione che si può modificare solo rafforzando l’indispensabile collaborazione fra Associazioni di categoria e Forze dell’Ordine e intensificando i programmi di educazione del pubblico”. “Una collaborazione proficua – quella con BSA, FAPAV e SIAE – che anche noi intendiamo mantenere, tanto più che le indagini proseguono e contiamo di risalire ad altri rami dell’organizzazione ancora operanti”, conclude Buttarelli. “Condividiamo sicuramente anche l’esigenza dell’educazione del pubblico: spesso le persone non si rendono conto che i comportamenti che praticano quotidianamente ritenendoli ‘normali’ rischiano di esporle a conseguenze giudiziarie sgradevoli”. “Nonostante i livelli di pirateria nella nostra città rimangano purtroppo ancora preoccupanti, la proficua e costante collaborazione che si è riusciti a instaurare tra la SIAE, le organizzazioni dei produttori ed il corpo della Polizia Municipale – dichiara Vito Alfano, direttore dei Servizi di Antipirateria della SIAE – è senz’altro il segnale che qualcosa sta cambiando: sono convinto che se continueremo a mantenere alto il livello di guardia, la situazione non potrà che migliorare. I risultati lo dimostrano”.

(11 novembre 2005)

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