Stati Uniti
eSecurity: il Pentagono a caccia di scienziati per tenere ‘sotto controllo’ la propaganda politica sui social network
Il Dipartimento della Difesa USA sta cercando scienziati che possano studiare nuovi mezzi per individuare e contrastare la propaganda sui social media. La notizia è stata data direttamente dalla Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA). La DARPA è, quindi, a caccia di esperti in grado di gestire “una nuova scienza applicabile ai media sociali” in modo da poter anticipare la comparsa di fenomeni di propaganda sui social network come Facebook o Twitter.
Scopo del programma è quello di identificare prontamente “i messaggi volontariamente fuorvianti e la disinformazione” sulle reti sociali e combatterli, come cita l’appello alle candidature lanciato da DARPA, datato 14 luglio.
I social network hanno guidato
Questo progetto fa eco ai timori espressi dai vertici delle forze militari americane di fronte alla rapidità dei capovolgimenti politici che si sono verificati in Medio Oriente, dove i social network hanno guidato la protesta contro quei governi, vecchi alleati degli Stati Uniti.



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Alcuni alti funzionari hanno ribadito in via confidenziale la necessità di individuare meglio i movimenti di rivolta che avvengono sulle reti sociali e cercare il modo di influenzare le conseguenze che potrebbero provocare nel mondo arabo usando internet attraverso piattaforme come Twitter, Facebook o YouTube.
Le nostre forze armate si stanno sviluppando sempre
“Avvenimenti di grande importanza, sia strategica che tattica, per le nostre forze armate si stanno sviluppando sempre di più nell’ambito dei media (sociali)”, ha sottolineato la DARPA in una nota, spiegando che la Difesa americana “deve essere messa al corrente tempestivamente di quanto accade in modo da potersi tutelare anche in questo ambito”.
La DARPA stanzierà 42 milioni di dollari per questo programma e affiderà a questi esperti il compito di testare algoritmi applicabili ai media sociali, attraverso degli ‘esperimenti’.
Questi test potrebbero, per esempio, essere effettuati su “reti sociali chiuse”, formate da 2.000-5.000 volontari, o attraverso giochi di ruolo online che coinvolgerebbero migliaia di utenti.
(21 luglio 2011)
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