Francia

Facebook e minori: dalla Francia lista di best practices per i genitori

I genitori devono mettere da parte le loro paure ed educare i propri bambini al digitale per proteggerli dai rischi legati all’uso sempre più diffuso dei social network da parte dei minori. Quasi la metà dei ragazzi tra gli 8 e i 17 anni ha un profilo su Facebook, secondo un sondaggio pubblicato stamani in Francia da TNS Sofres, su iniziativa dell’Unione nazionale delle associazioni familiari (Unaf), della Commissione nazionale dell’informatica e delle libertà (Cnil) e dell’associazione Action innocence.

Il 20%

Nonostante l’accesso a questa rete sociale sia in linea di principio vietata ai minori, quasi il 20% dei ragazzi con meno di 13 anni (8-12 anni) è presente.




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Una pratica tutt’altro che marginale

Si tratta di una pratica tutt’altro che marginale, tanto da spingere associazioni e genitori a interessarsi a quanto sta avvenendo. “Spesso ci troviamo di fronte famiglie che si sentono impotenti”, ha commentato François Fondard, presidente dell’Unaf. “Ma non bisogna essere esperti di nuove tecnologie per trasmettere ai propri figli principi educativi e accompagnarli verso l’autonomia”. Per aiutare i genitori a esercitare il loro ruolo, l'Unaf, l’Action Innocence e gli esperti del Cnil hanno stilato una lista di best practices. Tra le raccomandazioni, quella di evitare che i bambini usino il computer da soli, ma che lo facciano in un posto condiviso anche da altri membri della famiglia. Consigliano inoltre ai genitori di interessarsi a Facebook, ponendo domande ai loro figli e facendogli capire d’essere disponibili in caso di bisogni o problemi.

I dati raccolti da TNS Sofres

Secondo i dati raccolti da TNS Sofres, infatti, “più di un terzo dei giovani è stato sconvolto da contenuti violenti  e solo il 10% di questi ne ha parlato con le loro famiglie”, ha commentato Elizabeth Sahel, responsabile di Action Innocence, associazione che si occupa di prevenzione di fronte ai rischi di internet per i giovani.   Altro argomento di preoccupazione: la privacy. I minori non esitano a offrire informazioni personali sui social network, come il  vero nome (90%), una o più foto (88%), il nome della loro scuola (67%), o l’indirizzo di casa (27%). “Senza impostazioni, tutto ciò che è messo su una rete sociale può essere visto e usato da tutti”, hanno ricordato le associazioni e il Cnil, consigliando ai genitori di spiegare ai loro figli le conseguenze che possono esserci dalla pubblicazione online di una foto. “Oggi i genitori sono chiamati a un nuovo compito, quello dell’educazione digitale. E il rispetto della vita privata rappresenta un elemento fondamentale di questa educazione”, ha commentato Isabelle Falque-Pierrotin, vicepresidente della Cnil.

Gli esperti dell’autorità amministrativa hanno elaborato diverse guide

Gli esperti dell’autorità amministrativa hanno elaborato diverse guide per aiutare i giovani a impostare i loro profili sui social network e invitato i genitori a consultarle.

(04 luglio 2011)

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