Italia Free Burma: la rete si tinge di rosso a sostegno dei monaci buddisti della Birmania
Blogosfere, il più grande network italiano di Blog professionali d'informazione con oltre 1.800.000 lettori ogni mese, ha deciso di schierarsi idealmente al fianco dei monaci buddisti della Birmania tingendo di rosso birmano lo sfondo dei suoi blog.
La marcia non violenta si è trasformata in un corteo blindato.
La situazione si è aggravata
Negli ultimi giorni la situazione si è aggravata e la polizia ha sparato sulla folla causando già 9 morti, fra cui un fotografo giapponese e un giornalista tedesco.
Lo staff di Blogosfere ha spiegato: “Il nostro è un gesto simbolico per manifestare solidarietà nei confronti di una popolazione vessata da una dittatura fortemente repressiva, in cui interessi economici e politici hanno il sopravvento sui diritti umani”.
Il diritto di fare informazione senza mettere...
Da qui l’invito alla rete e ai blog a “….unirsi per fermare azioni estreme e violente nei confronti della popolazione civile e dei reporter, che hanno il diritto di fare informazione senza mettere in gioco la propria vita”.
Tutti allora a sostegno della campagna “Free Burma”.
Marco Montemagno, amministratore delegato di Blogosfere, ha dichiarato: “Internet ha in queste occasioni un'importanza fondamentale per difendere i diritti civili e la libertà d'informazione".
“Crediamo – ha aggiunto - che ogni blogger italiano possa contribuire per fermare quanto sta accadendo nei confronti della popolazione civile e dei reporter”.
In queste ore, con grande dispiacere, si apprende che il bilancio delle vittime di questa sanguinosa repressione, scatenata, lo ricordiamo, dal regime per porre fine a cinque settimane di proteste, sarebbe in realtà assai più elevato rispetto alle cifre ufficiali.
Lo ha denunciato l'ambasciatore d'Australia nell'ex Birmania, Bob Davis, intervistato dall'emittente radiofonica pubblica Abc.
Secondo la giunta militare birmana, i morti ammonterebbero complessivamente a dieci, ma a detta del diplomatico di Canberra testimoni oculari avrebbero riferito ad alcuni suoi collaboratori di aver visto “…rimuovere ieri dal teatro delle manifestazioni nel centro di Yangon un numero di cadaveri significativamente superiore” a quello reso noto dal regime. Il computo reale, ha aggiunto Davis, sarebbe “parecchie volte il multiplo” delle dieci persone uccise “riconosciute dalle autorità”.
(28 settembre 2007)
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