Unione Europea Pacchetti vacanze senza…pacco! La Ue vuole maggiore protezione anche per i viaggi prenotati online
La Commissione europea ha aperto una consultazione sull'eventualità di estendere la copertura di base stabilita dalla direttiva Ue del 1990 sui viaggi tutto compreso – in materia di informazioni, responsabilità per servizi scadenti e protezione in caso di insolvenza – alla prossima generazione di "pacchetti dinamici" vale a dire quelli che i consumatori compongono per proprio conto, spesso online, avvalendosi di un unico sito web o di altri siti partner.
In media, un pacchetto dinamico che non vada a buon fine comporta per il consumatore una perdita di quasi 600 euro e il 67% dei consumatori europei ignora di non avere tutele giuridiche in caso di…pacco.
Il 23%
Anche se ne usufruisce mediamente il 23% dei consumatori Ue (il 36% in Italia), molti dei cosiddetti ‘pacchetti vacanze dinamici’ non sono infatti coperti dalle regole in materia di protezione dei consumatori, che risalgono al 1990 e coprono pacchetti vacanza predefiniti che combinano almeno due dei seguenti elementi: trasporto, alloggio o altri servizi turistici quali escursioni guidate (venduti a un prezzo forfettario).
Dal momento che internet e le compagnie aeree low cost hanno radicalmente trasformato le strategie e i modelli commerciali del mercato turistico, rendendo inadeguate le direttive attualmente in vigore, la Ue ha deciso di sottoporre a consultazione un progetto in base al quale i milioni di viaggiatori che prenotano su internet o nelle agenzie turistiche “pacchetti vacanza” con combinazioni di volo, albergo, macchina a noleggio, ecc. ricevano una maggiore protezione finanziaria se le cose andassero male.
La Commissione ad aggiornare...
A spingere la Commissione ad aggiornare la direttiva sui viaggi tutto compreso, risalente al 1990, anche l’ondata di fallimenti che dal 2000 a oggi ha colpito un’ottantina di compagnie aeree come Sky Europe, Olympic, Sabena, MyAir, Volareweb, XL, Futura e Zoom.
In base al progetto della Commissione, la direttiva dovrebbe coprire i pacchetti composti online in un'unica operazione a partire dallo stesso sito web - ad esempio Expedia, Opodo – e quelli composti mediante siti web collegati da accordi di partenariato, ad esempio quando un consumatore prenota un volo online ed è quindi indirizzato a un sito web partner che offre un soggiorno in albergo o una macchina a nolo.
Il documento apre quindi una consultazione su quali informazioni debbano essere fornite ai consumatori, quando e in quale formato, nonché per identificare chi dovrebbe essere responsabile della qualità dei servizi e assistere i consumatori che si trovano ad affrontare problemi durante la vacanza. L'attuale direttiva sui viaggi tutto compreso non tiene, infatti, conto di altri media, come ad esempio i siti web, al di fuori degli opuscoli pubblicitari e risulta poco chiara nell’attribuzione delle responsabilità tra vettori, operatori turistici e agenti di viaggio.
Dal momento che più del 50% dei consumatori ritiene – in molti casi erroneamente - di essere protetto in caso di fallimento di una compagnia aerea sia che acquisti pacchetti dinamici sia che prenoti autonomamente il biglietto, la consultazione servirà anche a stabilire se sia il caso di modificare le regole vigenti in materia di revisione dei prezzi e di estendere la protezione di base in caso di insolvenza per coprire anche i biglietti aerei acquistati individualmente (e che non rientrano quindi in nessun pacchetto) in modo da far sì che i passeggeri vengano rimborsati o quanto meno rimpatriati in caso di fallimento della compagnia aerea.
La Commissione spera di riuscire a presentare proposte concrete per il riesame della direttiva sui viaggi tutto compreso entro l'autunno 2010.
Le immagini di migliaia di vacanzieri abbandonati
“Chiunque abbia visto in televisione le immagini di migliaia di vacanzieri abbandonati a sé stessi negli aeroporti dopo l'ondata di fallimenti che hanno colpito Sky Europe, XL, Futura e Zoom, sa che è giunto il momento di chiedere con vigore l'estensione a tutti i consumatori della protezione di base in caso d'insolvenza”, ha affermato il Commissario Ue responsabile per i consumatori, Meglena Kuneva.
(26 novembre 2009)
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