Italia

Tempo di vacanze: gli italiani non rinunciano a partire nonostante la crisi. Da TripAdvisor, ecco come si organizzeranno le famiglie

Il bisogno di evasione per gli italiani, nonostante i venti di crisi, emerge con chiarezza anche dalla preferenza per le destinazioni estere, scelte dal 75% dei turisti per i viaggi con i propri figli, ma responsabilmente: prediligendo i periodi di vacanza per non far perdere giorni di scuola ai bambini (30%) e cercando di non superare il budget del 2008 (51%) se non addirittura di risparmiare (24%). Questi sono solo alcuni dei risultati del sondaggio recentemente condotto su circa 2000 viaggiatori europei, di cui 700 italiani, da TripAdvisor - nota community di viaggio, con oltre 10 milioni di utenti registrati, più di 25 milioni di visitatori mensili e 23 milioni di recensioni e opinioni – per individuare tendenze e preferenze per le vacanze formato famiglia.

Il 15%

La nota informa che per il 15% degli intervistati italiani fra i momenti più difficili da affrontare in vacanza coi figli c’è la scelta di attività che possano accontentare tutti, senza annoiare né grandi né piccini e rispettando il budget che ci si era prefissati. Per l’11% dei turisti interpellati, invece, la maggiore difficoltà è riuscire a trovare il tempo per rilassarsi e godersi in prima persona la vacanza. Al terzo posto, infine, tra le difficoltà del viaggio (10%) c’è il viaggio stesso per raggiungere la destinazione della vacanza (gestendo consorte e prole tra imbarchi, sbarchi, aeroporti, trasbordi in macchina, etc.).




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Fra i comportamenti indisciplinati delle piccole “pesti”, quelli che irritano maggiormente i genitori in vacanza sono il bisogno dei bambini di andare in bagno di frequente durante il viaggio in macchina (32%), la loro incapacità di dare retta a mamma e papà (20%) e i momenti nei quali gridano e si dimenano in luoghi pubblici (14%).

Il comportamento in aereo

Il 99% degli intervistati dichiara di non aver mai ritenuto il comportamento in aereo dei propri bambini così indisciplinato da rendere necessario viaggiare in uno scompartimento separato. Ma quando si tratta dei bambini altrui, la percentuale di tolleranza si riduce drasticamente: il 53% afferma di trovarli così poco educati da aver desiderato che viaggiassero separatamente. E nel resto d’Europa i livelli di sopportazione per i bambini altrui maleducati sono ancora più bassi: ben l’88% vorrebbe che viaggiassero in zone ben distinte. Fra i comportamenti più fastidiosi osservati in aereo attribuiti a genitori di bambini “under 12” , il 33% dei turisti intervistati colloca le “sgridate in stereofonia”, mentre il 19% si lamenta per la noncuranza di coloro che si addormentano lasciando i figli a dar noia al resto dei passeggeri. Tra i comportamenti irritanti dei bambini più frequenti durante i voli emergono il continuo dimenarsi ai loro posti e il prendere a calci il sedile del passeggero di fronte (36%). Nei soggiorni in albergo, invece, al top dei comportamenti molesti rimangono le urla e gli schiamazzi dei bambini in grado di attraversare “il muro del suono” e farsi sentire attraverso le pareti delle camere (38%). Il 74% degli intervistati italiani trova abbastanza o molto irritante la presenza di bambini (non meglio specificato se propri o altrui…) durante le vacanze, ma non tanto da giustificare un aumento delle spese di viaggio per garantirsi un luogo di villeggiatura “child-free”. Nel resto d’Europa invece la frustrazione verso mini-compagni di villeggiatura molesti sale al 94% tanto da far dichiarare al 68% degli intervistati stranieri che sarebbero disposti a pagare di più per una vacanza in luoghi dove i bambini sono banditi. Tra le fasce di età che infastidisce di più incontrare in vacanza ci sono i bambini tra i 3 e i 12 anni e i teenager (a pari merito col 36% dei voti), seguiti dai ventenni (11%) e dall’insospettabile categoria degli ultrasessantenni (7%). Mentre se si appartiene alla fascia di età tra i 30 e i 50 anni si rientra nelle grazie di qualunque viaggiatore… Interrogati su chi, tra consorte e figli, sia più dedito al lamento in vacanza, i viaggiatori italiani (48%) hanno salomonicamente messo sul banco d’accusa entrambi a pari merito, ma definendo i bambini, nel 36% dei casi, in assoluto i più difficili da accontentare. Simili le percentuali nel resto d’Europa. Inoltre, i bambini si riconfermano i più schizzinosi in famiglia quando si tratta di cibo (51% degli italiani e il 62% dei pargoli europei), ma in compenso fanno più facilmente amicizia in vacanza (39%), rispetto agli adulti. l bimbi stranieri sembrano essere ancora più socievoli stringendo i rapporti con gli altri vacanzieri nel 47% dei casi.

(09 aprile 2009)

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