Italia

Web e minori: nasce il Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia. Obiettivo, unire le forze per colpire anche chi lucra sugli abusi

È partita venerdì scorso l’attività del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia sulla rete internet, (Cncpo) inaugurato a Roma presso la sede della polizia postale e delle comunicazioni al Polo Tuscolano. Istituito con la legge n. 38 del febbraio 2006, il Centro effettuerà un’azione costante di monitoraggio della rete, al fine di raccogliere qualsiasi informazione permetta di risalire ai siti pedopornografici e ai nominativi non solo dei loro dei gestori ma anche dei beneficiari dei pagamenti connessi all'acquisto di materiale pedopornografico.

Il coinvolgimento del maggior numero possibile

Per garantire il coinvolgimento del maggior numero possibile di attori e favorire la cooperazione internazionale con le altre forze impegnate nella lotta alla pedopornografia online, il Centro è suddiviso in 4 aree: monitoraggio, analisi e studio dei servizi della Rete, identificazione delle vittime e coordinamento indagini.




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Il centro, infatti, intende basare la propria azione di contrasto sullo sviluppo di un’interazione sempre più stretta con utenti, enti ed associazioni impegnate nella tutela dei minori, grazie soprattutto alla collaborazione internazionale e allo scambio massiccio di dati e informazioni con l’Interpol, ma anche grazie agli accordi e alle procedure tecnologiche stabilite con i provider e con la Banca d’Italia e gli altri intermediari finanziari.

Le segnalazioni di cittadini

Il centro si occuperà infatti non solo di raccogliere le segnalazioni di cittadini, associazioni pubbliche e private, provider e vari organi di polizia, anche esteri, ma anche di inserire questi siti in una “black list” che sarà trasmessa ai provider, ma anche a Banca d’Italia, Poste italiane e altri intermediari finanziari, al fine di permettere l’identificazione dei beneficiari dei pagamenti relativi a questo odioso commercio. Una volta rintracciati si potrà procedere alla risoluzione dei contratti e alla revoca delle autorizzazioni. Secondo i dati resi noti dal direttore del Servizio Domenico Vulpiani, la Polizia Postale fino ad oggi ha monitorato più di 270 mila siti individuando oltre 10 mila siti pedofili all’estero e chiudendone 177 in Italia. Dal 1998 ad oggi sono state arrestate per questo reato più di 200 persone. Obiettivo che il centro non vuole e non può fallire, ha sottolineato il capo della Polizia Antonio Manganelli è infatti quello di “difendere i bambini colpendo i soggetti e siti pedofili ma anche i vasti interessi economici che stanno dietro questa gravissima minaccia”. Presente all’inaugurazione del centro anche il ministro dell’Interno Giuliano Amato, che ha sottolineato come non ci possa essere “diritto individuale, pur sacro, che possa contrapporsi alla necessità di raggiungere i responsabili di questi reati”.

Il ministro

Secondo il ministro, “…i delitti sui bambini sono i più gravi che un essere umano può commettere soprattutto perché distruggere quella fiducia che c'è negli occhi dei bambini è peggio che distruggere la loro stessa vita”. L’attività di contrasto del Cncpo è accompagnata anche da una decisa azione di comunicazione e sensibilizzazione, che vede protagonista l'attore Giancarlo Giannini, con il contributo di Wind, che ha scelto di “essere al fianco della Polizia di Stato e contribuire con orgoglio all'importante iniziativa”. In base ai dati dell’ultimo rapporto stilato dall’associazione Telefono Arcobaleno, il nostro Paese, che pure non ospita più siti a carattere pedopornografico, risulta tra i Paesi maggiormente coinvolti sul fronte della domanda e quindi della fruizione e dell’acquisto di materiali illegali. Solo nell’ultimo anno, ha spiegato l’Associazione, ci sono state oltre 3 mila segnalazioni, con punte di oltre 300 in un solo giorno. Particolarmente aggressiva è risultata la presenza, nel 2007, di più di 7000 siti legati al pedobusiness, un fenomeno che cresce in misura più che proporzionale rispetto alla pedofilia online, “indice – ha sottolineato Telefono Arcobaleno - del terribile meccanismo economico di produzione/offerta/consumo che alimenta il circuito perverso e criminale della domanda di nuovi materiali e della loro produzione e distribuzione”.

(04 febbraio 2008)

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